Attoniti riceviamo, con preghiera di diffusione, la lettera inviata dall' amministrazione comunale ai "signori" Cedolini, Marin, Della Pietra, Frassinelli, Gardel, Marta, Morocutti e Meret.
Leggendo la missiva pare che per chi l'ha inviata non conti molto che la Proloco di Ovaro stia vivendo un momento di crisi, che l'organizzazione del tradizionale mercato di San Martin abbia incontrato difficoltà preoccupanti e che nel complesso tutto si stia deteriorando in un brevisssimo spazio di tempo: Quello che conta è che essendosi dimessi prima della convocazione, i componenti il direttivo non erano più -a rigore- titolati a indire l'Assemblea avendo peraltro inviato la convoocazione a tutti i soci in regola con il pagamento della tessera.
Funziona come quei poveracci che negli Stati Uniti vengono lasciati schiattare sul marciapiedi perchè non hanno l'assicurazione sanitaria: Crepano, ma è tutto regolare.
Ora, se io sono l'amministratore subentrante in un contesto difficile (lungi da noi sostenere che i problemi della Proloco siano causa della lista risultata vincente alle scorse amministrative), mi preoccupo moltissimo di quello che sta capitando e mi precipito a raccogliere informazioni nel luogo dove ho l'occasione di incontrarmi con quante più persone possibile per ascoltare quali sono i problemi, per farmi raccontare prima da cosa ha avuto origine l'attuale congiuntura, sondando nel contempo se si manifestano disponibilità e proposte. Tutto questo ovviamente se la cosa mi sta a cuore. In caso contrario di condizioni ostative alla mia partecipazione ne posso tirare fuori a bizzeffe.
Quello che questi signori si sono scordati è che viviamo in un paese piccolo come Rio Bò e la Proloco -se sta vivendo una fase critica- deve poter contare su un' amministrazione che ascolta. Potranno magari anche essere mosse delle critiche all' operato del direttivo, ma ricordiamoci che ogni ora del tempo che hanno dedicato all' associazione è un apporto gratuito: un regalo.
Allora cosa significa "la Proloco é un soggetto di diritto privato"? Tutte le attività produttive locali sono soggetti di diritto privato. Forse che se entra in crisi una ditta e la gente resta a casa senza stipendio tu gli vai a raccontare che non sono problemi tuoi in quanto si tratta di un soggetto di diritto privato? Come commentato da un anziano all' ultimo Consiglio comunale aggrapparsi alle procedure é un escamotage piuttosto infantile per non dare mai una risposta. Non è sempre vero che la forma è sostanza.
Tutti i notiziari in questi giorni ci presentano un Presidente del Consiglio che interviene al consiglio di fabbrica di Ilva senza cravatta, seduto sul bordo di un tavolo ad ascoltare, a interloquire anche vivacemente con maestranze esasperate, che alzano la voce e contestano.
Per carità; cosa vuoi che siano le vicissitudini della nostra povera Proloco paragonate con Taranto, ma se ti sottrai a un problema così insignificante prova solo a pensare di dover gestire qualcosa di un po' più impegnativo: Ora ci si spiega il perché della mancata partecipazione a tutte le riunioni indette da UTI, Sub-ambito e quant'altro.
Ci auguriamo pertanto che il nostro paese si mantenga in salute assieme ai suoi abitanti senza fare troppo conto su questi "Ragazzi del futuro". In conclusion no sone laàz via encje i mongui?
domenica 10 novembre 2019
lunedì 4 novembre 2019
...Mangino le brioches
Siamo abbastanza perplessi
Di solito è la minoranza che non avendo altro mezzo, utilizza i manifestini per portare la popolazione a conoscenza di qualcosa. Un volantino diffuso a cura della maggioranza non l'avevamo mai visto, ma magari invece si rivela uno strumento efficace.
Dopo mesi di mancate spiegazioni finalmente ecco la "verità documentale" sulla nota vicenda dei pasti agli anziani. Ne avessero riferito in Consiglio ci saremmo tutti risparmiati la fatica.
Veniamo così a sapere che i beneficiari sono in numero di dieci più un undicesimo che ha fatto richiesta alla passata Amministrazione senza ricevere riscontro.
Non essendo stati particolarmente impegnati in riunioni (visto che le hanno disertate tutte), i nuovi amministratori avrebbero potuto prendere contatto con i potenziali interessati al servizio e a seguito del riscontro avuto, decidere se proseguirlo oltre la data di scadenza contrattuale ovvero sopprimerlo. Questo fa un' amministrazione trasparente evidenziando il cambio di passo rispetto a chi li ha preceduti.
Invece le legittime richieste di informazioni sono state invariabilmente accolte con stizza e non degnate di risposta cassandole come "carenti dei necessari presupposti di fatto e di diritto, infondate nel merito per la carenza documentale, l’assoluto difetto d’istruttoria, la genericità, la mancanza dei necessari pareri, nonchè l' incompetenza".
Anche nell'ipotesi che alla fine il trasporto dei pasti fosse rimasto in capo al Comune, cosa vuoi che siano 5.000 euro per un' amministrazione che può permettersi di rinunciare a centinaia di migliaia di euro di contributi solo perché provengono da una fonte non gradita?
Curioso poi che vengano rifiutati i contributi dell' Uti di Brollo (Pd) e invece accettati quelli stanziati dall' ex Vicepresidente della Giunta regionale Sergio Bolzonello (anche lui Pd) per interventi nel sito della Miniera di Cludinico.
Idem per la vicenda del ponte di San Martino: Vengono richieste per mesi informazioni; il progettista Ing. Zigotti è di Enemonzo, cosa costava farlo intervenire una sera al Centro socio culturale per presentare il progetto. Invece nessuno deve sapere niente, tutto si svolge nel più profondo riserbo fino a che la rampa viene ricostruita più stretta di prima e si deve correre ai ripari invertendo le precedenze creando -ma è solo una nostra opinione- un ulteriore problema.
Fortunatamente il volantino-verità qualche soluzione la fornisce in calce al testo spiegando agli anziani che se non hanno facilità a provvedere ai propri pasti, esistono le trattorie, le locande, i ristoranti e gli agriturismi. Grazie: a noi proprio non era venuto in mente.
Per completezza avrei aggiunto che nei panifici della valle si possono acquistare le brioches care a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, così la panoramica delle opzioni alimentari sarebbe stata completa.
N.B. Il testo evidenziato in arancione rimanda ai documenti originali citati
domenica 27 ottobre 2019
Risorgerà... più stretto
"Tornarin come prima, ancje mior se Diu voul" cantava Dario Zampa dopo il terremoto del 1976.
Dopo ogni calamità, di norma si cerca di ricostruire meglio rispetto a quanto preesisteva. Perché allora rifare la rampa d'accesso al ponte di San Martino più stretta di com'era in precedenza?
Sollecitati da alcuni cittadini che sostenevano che la carreggiata fosse stata modificata a seguito dei lavori, abbiamo reperito il rilievo eseguito prima della tempesta Vaia ed abbiamo eseguito i riscontri sul posto. Non c'è stato nemmeno bisogno di scavalcare le transenne in quanto pare che qualcuno le avesse rimosse il giorno prima, forse impaziente di riprendere a passare.
Effettivamente allontanandosi dal ponte la sezione utile della carreggiata si riduce sempre più: A 22 metri la larghezza di 5,80 è ridotta di 50 cm. a 35 metri dalle spallette i 7,30 originari sono ora 5,80 e a 45 metri la carreggiata è di soli 10 metri e 30 rispetto agli orginari 13.
Non è per tigna che rileviamo questa discrepanza: Il ponte è a senso unico alternato e la strada dalla quale vi si accede scendendo dalle frazioni è stretta e priva di banchina. L'unica area dove i veicoli possono sostare per dare la precedenza è la rampa che precede il ponte. Se la restringi crei un problema dunque per quale motivo non rifarla se non più larga almeno uguale a prima? Il costo di un terrapieno più largo è irrisorio rispetto allo stanziamento di centinaia di migliaia di euro da destinare al lavoro.
Le ipotesi non sono molte: O nessuno si è preso la briga di controllare come da noi sostenuto in precedenza, oppure il Comune non ha alcuna voce in capitolo sul ripristino di una viabilità di sua competenza e tutte quelle storielle sul' amministrazione coinvolta da subito nella conferenza dei servizi era solo propaganda, volatilizzata dopo le elezioni come il fumo delle braciole.
Per chi ha voglia di esercitarsi con la cordella metrica, questo è il rilievo della vecchia rampa.
Dopo ogni calamità, di norma si cerca di ricostruire meglio rispetto a quanto preesisteva. Perché allora rifare la rampa d'accesso al ponte di San Martino più stretta di com'era in precedenza?
Sollecitati da alcuni cittadini che sostenevano che la carreggiata fosse stata modificata a seguito dei lavori, abbiamo reperito il rilievo eseguito prima della tempesta Vaia ed abbiamo eseguito i riscontri sul posto. Non c'è stato nemmeno bisogno di scavalcare le transenne in quanto pare che qualcuno le avesse rimosse il giorno prima, forse impaziente di riprendere a passare.
Effettivamente allontanandosi dal ponte la sezione utile della carreggiata si riduce sempre più: A 22 metri la larghezza di 5,80 è ridotta di 50 cm. a 35 metri dalle spallette i 7,30 originari sono ora 5,80 e a 45 metri la carreggiata è di soli 10 metri e 30 rispetto agli orginari 13.
Non è per tigna che rileviamo questa discrepanza: Il ponte è a senso unico alternato e la strada dalla quale vi si accede scendendo dalle frazioni è stretta e priva di banchina. L'unica area dove i veicoli possono sostare per dare la precedenza è la rampa che precede il ponte. Se la restringi crei un problema dunque per quale motivo non rifarla se non più larga almeno uguale a prima? Il costo di un terrapieno più largo è irrisorio rispetto allo stanziamento di centinaia di migliaia di euro da destinare al lavoro.
Le ipotesi non sono molte: O nessuno si è preso la briga di controllare come da noi sostenuto in precedenza, oppure il Comune non ha alcuna voce in capitolo sul ripristino di una viabilità di sua competenza e tutte quelle storielle sul' amministrazione coinvolta da subito nella conferenza dei servizi era solo propaganda, volatilizzata dopo le elezioni come il fumo delle braciole.
Per chi ha voglia di esercitarsi con la cordella metrica, questo è il rilievo della vecchia rampa.
giovedì 24 ottobre 2019
Irrinunciabile compostezza dell' essere
Abbi pazienza Bruno ma non condivido.
Il soggetto sulla maglietta era grazioso ma sederti con la schiena rivolta ai consiglieri in primis è stato un atto di scortesia verso le degnissime persone che rappresentano la minoranza, secondariamente ti ha giovato un richiamo al quale hai poi dovuto adeguarti.
Ti racconto un aneddoto: In un campo di prigionia tedesco gli ufficiali inglesi dovevano nutrirsi di avanzi; spesso solamente di bucce di patate. Le loro condizioni erano miserevoli, ma ogni mattina uno di loro si sedeva davanti a una scheggia di specchio e si radeva a puntino. Non lo faceva per rispetto dei suoi carcerieri: Lo faceva per il rispetto che doveva a se stesso.
Così ti prego: La prossima volta lascia a loro il compito esclusivo di avvilire la loro funzione. Guardali mentre perdono l'ultimo briciolo di dignità leggendo i loro foglietti. Osservali quando alzano la mano per votare provvedimenti che non perseguono l'interesse dei cittadini. A un certo punto della seduta un anziano, che credeva di essere venuto ad assistere a un consiglio comunale è uscito dalla sala disgustato "I bambini dell'asilo" ha commentato mentre se ne andava.
Ieri ho ricevuto la convocazione dal direttivo della Proloco: Si sono dimessi tutti non ritenendo di poter più dare un contributo in questo clima avvelenato. Poco fa ho dato un'occhiata al percorso del prossimo Giro d'Italia: Ovaro non viene nemmeno sfiorato. Magari se qualcuno se ne fosse interessato...
Hanno deliberato di rinunciare al lascito della vecchia fornace di Cella, ai 250.000 euro di contributo per il Museo.
Hanno rinuciato a tutti i contributi stanziati dall' Uti a favore del Comune di Ovaro. Perché? Non lo spiegano. Non lo sanno nemmeno loro.
Ma c'è di peggio del rinunciare ai contributi: Queste persone hanno rinunciato all' affetto.
Hanno barattato per un piatto di lenticchie il piacere di arrivare in posto ed essere accolte con calore. Hanno perso la possibilità di sentirsi di famiglia in ciascuna delle nostre case.
Oh quanto piccoli e che freddi sono i nostri paesi quando li guardi stando in strada e gli scuri sono accostati e las puartas scieradas cul clòstri! Ecco: Questa gente adesso resta in strada. Cosa vuoi che conti di fronte a questo se tu gli mostri la schiena?
Pare che i lavori giù in San Martin siano grosso modo terminati ma attraverso il ponte ancora non si passa. Vedrai: Resterà chiuso fino a quando non salirà a Ovaro qualcuno di importante. Occasione per farsi vedere. Per pavoneggiarsi come se si trattasse di soldi messi di tasca sua.
Non so se faremo qualcosa o se semplicemente ignoreremo l'inaugurazione. Figurati: Un anno per fare un lavoro di tre settimane!
Trotsky sosteneva che c'è un luogo ben preciso per certe persone: La pattumiera della storia.
Nel nostro caso la piccola, trascurabile storia di un Comune di montagna, che però è la nostra casa.
Il soggetto sulla maglietta era grazioso ma sederti con la schiena rivolta ai consiglieri in primis è stato un atto di scortesia verso le degnissime persone che rappresentano la minoranza, secondariamente ti ha giovato un richiamo al quale hai poi dovuto adeguarti.
Ti racconto un aneddoto: In un campo di prigionia tedesco gli ufficiali inglesi dovevano nutrirsi di avanzi; spesso solamente di bucce di patate. Le loro condizioni erano miserevoli, ma ogni mattina uno di loro si sedeva davanti a una scheggia di specchio e si radeva a puntino. Non lo faceva per rispetto dei suoi carcerieri: Lo faceva per il rispetto che doveva a se stesso.
Così ti prego: La prossima volta lascia a loro il compito esclusivo di avvilire la loro funzione. Guardali mentre perdono l'ultimo briciolo di dignità leggendo i loro foglietti. Osservali quando alzano la mano per votare provvedimenti che non perseguono l'interesse dei cittadini. A un certo punto della seduta un anziano, che credeva di essere venuto ad assistere a un consiglio comunale è uscito dalla sala disgustato "I bambini dell'asilo" ha commentato mentre se ne andava.
Ieri ho ricevuto la convocazione dal direttivo della Proloco: Si sono dimessi tutti non ritenendo di poter più dare un contributo in questo clima avvelenato. Poco fa ho dato un'occhiata al percorso del prossimo Giro d'Italia: Ovaro non viene nemmeno sfiorato. Magari se qualcuno se ne fosse interessato...
Hanno deliberato di rinunciare al lascito della vecchia fornace di Cella, ai 250.000 euro di contributo per il Museo.
Hanno rinuciato a tutti i contributi stanziati dall' Uti a favore del Comune di Ovaro. Perché? Non lo spiegano. Non lo sanno nemmeno loro.
Ma c'è di peggio del rinunciare ai contributi: Queste persone hanno rinunciato all' affetto.
Hanno barattato per un piatto di lenticchie il piacere di arrivare in posto ed essere accolte con calore. Hanno perso la possibilità di sentirsi di famiglia in ciascuna delle nostre case.
Oh quanto piccoli e che freddi sono i nostri paesi quando li guardi stando in strada e gli scuri sono accostati e las puartas scieradas cul clòstri! Ecco: Questa gente adesso resta in strada. Cosa vuoi che conti di fronte a questo se tu gli mostri la schiena?
Pare che i lavori giù in San Martin siano grosso modo terminati ma attraverso il ponte ancora non si passa. Vedrai: Resterà chiuso fino a quando non salirà a Ovaro qualcuno di importante. Occasione per farsi vedere. Per pavoneggiarsi come se si trattasse di soldi messi di tasca sua.
Non so se faremo qualcosa o se semplicemente ignoreremo l'inaugurazione. Figurati: Un anno per fare un lavoro di tre settimane!
Trotsky sosteneva che c'è un luogo ben preciso per certe persone: La pattumiera della storia.
Nel nostro caso la piccola, trascurabile storia di un Comune di montagna, che però è la nostra casa.
lunedì 21 ottobre 2019
Non è -purtroppo- il sogno di una notte d'estate
Se
noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
(W. Shakespeare)
Ci limitiamo pertanto ad invitare chi può a presenziare, a dimostrazione dell' interesse che la popolazione ha per la cosa pubblica e a dispetto di chi la vorrebbe privare di un diritto
Fint ca iu nominant "Cavalieri del lavoro" si... però dai biaaz
(Giorgio Ferigo)
domenica 13 ottobre 2019
Dialogo immaginario tra un cittadino e un non so
Si
continua a non capirci niente. Immobili come in quella trasmissione
demenziale degli anni '70 nella quale una voce fori campo ordinava
“Recatevi sul ghiacciaio e state fermi! State fermi sul
ghiacciaio!”.
I: Signor
Non so, per quale motivo continuate a disertare le assemblee dell'
Unione Territoriale della quale pure fate parte?
R: “Ci
hanno dato questa indicazione assicurandoci che i Comuni di montagna presto diventeranno un Eldorado di buone occasioni e di avventure come in Blade runner. Dicono che verremo anche digitalizzati (A proposito; sarà mica una di quelle ispezioni così fastidiose che il dottore fa con il guanto?)”.
I: Ci risulta che l'UTI abbia impegnato importanti risorse a beneficio del Comune di Ovaro:
240.000 euro per il Museo dàs planelas di Cella altri 90.000 per il
Museo della miniera di Cludinico oltre ai 400.000 euro per il
completamento della pista ciclabile. Se seguitate a disertare le assemblee
questi fondi verranno prevedibilmente stornati. Perché perdete
contributi già assegnati?
R: “Noi
perdiamo contributi a testa alta. La cosa importante è dare un
dispiacere a Brollo. Poi con il museo das planelas riusciamo anche a
fare un dispetto a quelli che hanno messo sù le liste a noi avverse nelle
scorse amministrative”.
I: Non
crede che più che un dispiacere al Presidente dell' UTI voi stiate
danneggiando i cittadini con il vostro immobilismo?
R: “Si tratta di danni collaterali. Quello che importa sono i principi. I
nostri sono di altissimo profilo ma al momento non intendo entrare
nei dettagli anche perché sono sprovvisto del foglietto”.
I: Ma...
Questo problema del Segretario comunale che sta bloccando anche il Comune di Prato Carnico che non aspetta altro di potersi staccare da
voi per non aver più niente a che fare con un' Amministrazione che
tiene tutto fermo?
R: “Eh
ha voglia a parlare Lei. Se troviamo un Segretario poi non abbiamo
più scuse e dobbiamo convocare il Consiglio comunale come richiestoci dalla minoranza. I Consigli sono la cosa che ci riesce meno bene. Tutti
quei cittadini. Non veniva mai nessuno a Consiglio e adesso: Sala
piena ogni volta e vedesse che facce; secondo me partecipano solo quelli che non ci hanno votato. Una mezza idea però ce l'abbiamo: Potremmo convocare il Consiglio al mattino di un giorno feriale quando i cittadini lavorano, oppure a notte fonda. Non Le sembra geniale?"
I: Lasciamo perdere. Invece, abbiamo saputo che un privato ha manifestato l'intenzione di donare al Comune
uno stabile di interesse storico. Quello appunto che dovrebbe
diventare sede del Museo dàs planelas. Perché non vi siete attivati?
R: “Lei si fiderebbe di uno che dà via la roba a gratis? Prudentemente no si
impacìn”.
I: Programmi
per il futuro?
R: “Come
ben sa, i lavori del ponte di San Martino sono a buon punto. Alla
fine si trattava di rifare un terrapieno con una ventina di giorni di
lavoro; roba che poteva essere resa agibile dieci mesi fa. Ma si
immagina inaugurarlo il giorno del mercato l'11 novembre, con tutte
quelle mani da stringere? Peccato che il mercato non sia un po' più
in là: il 6 di gennaio ad esempio si sarebbero potuti far arrivare anche i Re
Magi e chissà? Magari anche Bono Vox per i più giovani”.
![]() |
| L'intervento di rifacimento della spalla con "terra armata" - Tempo di esecuzione 16 giorni |
domenica 22 settembre 2019
Di ghiaie, ponti ed osterie
Mi rendo conto che per i nostri amministratori le occasioni di passare per San Martino si siano rarefatte, visto che Eleonora ha dovuto chiudere l'osteria di Cella e il posto più vicino dove fermarsi a bere qualcosa è l'hotel Aplis, e dal lato opposto il "Cral" di Muina.
Mi sento quindi in dovere di raccontare loro cosa succede a fondovalle.
Ci eravamo lasciati con il vicepresidente Riccardi che a gennaio aveva promesso l'avvio della progettazione entro marzo con riapertura del ponte a fine estate per un impegno di 750.000 euro che io mi chiedevo dove andassero a finire visto che il ripristino era stato stimato da addetti ai lavori in circa due settimane.
Il suo collega Roberti ha invece recentemente dichiarato che la fine lavori si prevede entro gennaio... Avete presente gennaio in Carnia? Quando mai un lavoro è finito a gennaio? Quindi diciamo per Pasqua. Nel frattempo, come nella poesia di Ungaretti:
"Si sta come d'autunno a Ovaro senza ponte"
Ma l'impresa allora in questi due mesi cos'ha lavorato a fare?
L'impresa anzichè riempire il terrapieno franato ha finito di spianarlo ricavando un enorme varco attraverso il quale ha tracciato una strada. Una strada? Si: Una larga strada bianca attraverso la quale corrono i camion carichi di ghiaia. Prendono la ghiaia a monte del ponte e la costipano a valle, oltre l'abitato di Cella.
Evidentemente il businisse come lo chiamava il Padrino sono i camion che corrono con la ghiaia, mica il lavoretto del terrapieno che finisce subito.
Da quello che so io se vuoi risagomare un alveo, avanzando con il terrapieno lo proteggi, realizzando le scarpate con grossi massi che ne impediscono l'erosione. Se fai un chilometro di terrapieno con materiale sciolto e poi puntuale arriva la montana dai Sants il livello dell' acqua si alza e si porta via la ghiaia che se ne va giù fino al primo sbarramento riempiendo l'invaso.
Certo in questo modo qualcuno dovrà pagare altri camion che nuovamente correranno su e giù a portare ghiaia fino alla destinazione successiva. Qualcuno avrà del nuovo lavoro da fare ma... Questo ha qualcosa a che fare con i cittadini di Ovaro? E' previsto un indennizzo per chi da un anno ha tragitti di tredici chilometri e che prima -attraverso il ponte di San Martin- ne faceva tre?
Qualcuno sta controllando questo lavoro o visto che "Tanto lo fa la Protezione civile" nessuno si premura di andare giù ogni tanto a sorvegliare?
A memoria si tratta di una viabilità comunale dunque di una proprietà nostra. Qualcuno se ne fa carico con "la cura e diligenza del buon padre di famiglia"?
La strada che conduce al ponte è invasa dalle erbacce come se non dovesse venire più riaperta. Si conta di ripulirla il giorno prima dell' inaugurazione? Ecco: Queste sono cose che un cittadino non dovrebbe segnalare perché scontatamente a conoscenza dell' Amministrazione e invece pare di essere in un posto dove non c'è nessuno a dirigere (ah guardi: io sono qui per caso) salvo farsi vedere ogni tanto assieme a qualche "potente" che arriva in visita con la sicumera del principe ereditario in visita a Mione dichiarando che e necessario "Accelerare la digitalizzazione". La digitalizzazione di un Comune che non ha nemmeno un cazzo di ponte per passare dall' altra parte!
A vegnarès da tiraà jù quatri porcos ma il Signor di chest nol'à nissuna colpa.
![]() |
| Agosto 1926 - Visita del Principe Umberto di Savoia a Mione |
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