Domenica e lunedì i cittadini si esprimeranno per scegliere i rappresentanti che governeranno Ovaro per i prossimi cinque anni: sapere che cosa ci aspetta è importante e doveroso “La verità fa male, lo sai”, cantava Caterina Caselli in "Nessuno mi può giudicare".
Noi ci permettiamo di farlo, perché un giudizio va dato su quel che sta succedendo in questi giorni a Ovaro nella campagna elettorale per il voto di domenica 24 e lunedì 25 maggio.
Come lista “Insieme per crescere”, espressione della maggioranza che sta amministrando Ovaro da cinque anni, riteniamo sia importante fare chiarezza e chiamare le cose con il loro nome. Ovaro ha bisogno di sincerità e di persone competenti e libere, che continuino a lavorare per il bene comune, offrendo il proprio tempo a favore della comunità. In questi cinque anni il paese ha visto crescere il suo benessere (è diventato il terzo Comune della Carnia per reddito pro capite, dopo Tolmezzo e Cavazzo e prima di Sappada), ha un saldo positivo di nuovi residenti, ha quadruplicato le presenze nel suo albergo diffuso, è stato raccontato in diversi articoli su riviste e servizi televisivi nazionali per le sue attività culturali, è al centro di un movimento virtuoso di piccoli Comuni che si sono aggiudicati il “Bando Borghi” del Ministero della Cultura e stanno riscrivendo la storia delle aree montane.
Lunedì è accaduto un fatto eclatante: la Lega ha dichiarato che vuole prendersi Ovaro. Lo farà con la lista che candida a sindaco Piero Gallo. Altro che indipendenza, altro che volontà di dialogo e unità di intenti per il bene comune! L’operazione è stata annunciata da Stefano Mazzolini alla Cjase da Plêf (che luogo inappropriato per un incontro connotato politicamente in maniera così marcata!).
Il vicepresidente del consiglio regionale ha detto che la lista Generazioniunite è stata pensata con lui, selezionando i candidati e soprattutto il candidato sindaco, che «ha generosamente accettato mettendosi a disposizione per tornare nel piccolo paese di Ovaro». Le sue ambizioni politiche sono note: dopo aver portato le sue competenze manageriali all’estero, ci riprova dopo essere stato candidato sindaco nel 2014 sostenuto da forze diverse (fu sconfitto da Mara Beorchia).
La definizione di «piccolo paese» si è sentita più volte ieri, come se Ovaro fosse un luogo di poca importanza, quando invece ha il terzo reddito pro capite della Carnia (ultimi dati Irpef) e la seconda azienda per fatturato dell’intero Alto Friuli (la Cartiera R.D.M. Ovaro). È evidente che si vuole sminuire una realtà per fingere che sia depressa, bisognosa di aiuto, piccola e dunque poco capace di autogestirsi, di pensare per sé.
La retorica del piciul paìs svela un atteggiamento che è da secoli ben noto ai carnici: noi da Tolmezzo, da Tarvisio, da Trieste, da Venezia sappiamo che cosa è bene per voi, lasciateci comandare. Peccato che non ci sono più né la Serenissima né i padroni dei latifondi e dei boschi che dettavano le regole, anzi: la “piccola” Ovaro è l’unica a vantare due quote nel Consorzio boschi carnici e le fa valere.
Ci vogliono togliere anche questo diritto sottomettendoci a un potere esterno? Il sospetto c’è. L’obiettivo è dunque chiaro: accaparrarsi un Comune florido, importante, ben amministrato al punto di essere diventato un modello di buone pratiche per la Carnia riuscendo a ottenere finanziamenti importanti da Stato e Regione per quasi 17 milioni di euro. L’avanzo di bilancio di quasi due milioni di euro messo da parte per i tempi peggiori (la fine degli ingenti sostegni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, PNRR) è un gruzzolo che fa gola a chi non concepisce che tanta abilità non sia frutto di consorterie politiche bensì di bravi amministratori. «Non vogliamo mettere bandierine ma solo fare il bene del paese» è stato detto: una contraddizione palese: portando Vannia Gava, viceministro leghista, Aurelia Bubisutti, ex senatrice leghista e proiettando la foto gigante di Fedriga che stringe la mano a Piero Gallo, più che una bandierina a Ovaro ieri è stato piantato uno stendardo del partito di Salvini.
E allora ci chiediamo: Ovaro a trazione leghista sarà in grado in futuro di difendere le sue conquiste in fatto di sanità e assistenza di fronte ai tagli regionali e nazionali, sarà capace di dialogare con tutti come ha fatto finora per ottenere finanziamenti, sarà libera di progettare il futuro per il bene dei sui cittadini o diventerà una pedina degli appetiti e interessi di altri? Vogliamo davvero che vada così, pensiamo di sentirci più sicuri e garantiti? Cosa succederà fra un anno, fra due, quando si voterà a livello regionale e nazionale? È così conveniente schierarsi con un partito che molti sindaci carnici stanno abbandonando?
È una frottola che questa lista e questo candidato sindaco siano dalla parte degli ovaresi. Si sono messi dalla parte dei poteri regionali e nazionali e dovranno rispondere a loro. È già successo in passato a Ovaro con conseguenze sconfortanti. Facciamo che non succeda di nuovo.
Alessandra Beltrame, candidata della lista Insieme per crescere che sostiene la rielezione del sindaco Lino Not









