Ci sono opere che attendono di essere comprese, altre che devono essere
spiegate. E poi ce ne sono alcune che vengono semplicemente adottate
fin dal primo giorno. È il segno più evidente del loro successo:
quando le persone se ne appropriano spontaneamente, significa che
rispondono a un bisogno reale e lo fanno con naturalezza.È quanto accade lungo la nuova pista ciclopedonale che collega Ovaro a Comeglians , dove nelle ore più tiepide del giorno di Pasqua si è visto un continuo via vai di persone. Famiglie, camminatori, curiosi: tutti attratti da un tracciato che, ancora prima di essere completato con asfaltatura e arredi, appare già pienamente fruibile, pulito e armonioso.
Eppure, non erano mancate le perplessità. Alcuni punti critici avevano fatto discutere, sollevando dubbi e interrogativi. Oggi, percorrendolo, quei timori sembrano notevolmente ridimensionati: il tracciato si sviluppa con coerenza, integrandosi nel paesaggio e accompagnando il passo con una piacevolezza quasi inattesa.
La passeggiata, per sua natura breve, si presta perfettamente anche a essere percorsa a piedi, senza fretta. Alterna tratti ombreggiati, fiancheggiati da alberi, a scorci aperti che invitano a fermarsi. Da qui lo sguardo si allunga verso le Dolomiti Pesarine, protagoniste silenziose ma imponenti di questo itinerario.
Tra
i passaggi più suggestivi è l'attraversamento dei ponti in pietra
della vecchia ferrovia, risalenti al 1919, testimonianza di un
passato che continua a vivere accanto al presente, ma anche il nuovo
ponticello in legno che attraversa il Rio di Sutina appare un
elemento leggero e discreto, che dialoga con l’ambiente senza
imporsi.Oltre alla dimensione paesaggistica ed estetica, il percorso assume anche un valore concreto e atteso da tempo: risolve infatti il problema del collegamento pedonale verso Comeglians. Un tratto che, lungo la Strada Regionale risultava finora pericoloso, privo di banchine e segnato da curve cieche e muri elevati.
Oggi quel collegamento esiste, ed è sicuro.
Il giudizio complessivo non può che essere positivo. Un intervento riuscito, che dimostra come anche opere di dimensioni contenute possano avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla percezione del territorio.
Ora non resta che attendere gli ultimi interventi: l’asfaltatura, gli elementi di arredo, e quelle infrastrutture meno visibili ma altrettanto importanti che completeranno il progetto.
Ma, a ben vedere, la passeggiata è già cominciata.







