giovedì 2 gennaio 2020

Medici in Val di Gorto: Una storia lunga cent'anni

Il dottor Mauro Boiti accanto alla Commissaria Silvia Zossi
  Il 31 dicembre in modo discreto, quasi in punta di piedi ha terminato il servizio di medico di base il dottor Mauro Boiti.

 In occasione del concerto di Natale, la Commissaria incaricata Silvia Zossi ne ha ricordato i tanti anni di attività consegnandogli una medaglia commemorativa ed una veduta del paese incorniciata.

   Oltre alla cura dei propri pazienti Boiti ha ricoperto l'incarico di coordinatore sanitario della vallata mentre la moglie Rodolfa -anch'essa entrata in quiescenza con la fine dell'anno- ha svolto l'attività di pediatra presso l'ospedale civile di Tolmezzo dopo aver affiancato il marito in condotta per i primi 13 anni. 

   Ad entrambi un sincero grazie per l'attività svolta a favore della nostra comunità. 

   36 anni! Ragionavo che mentre in un secolo a Ovaro si sono succeduti almeno nove parroci, ciascun medico ha svolto la sua missione per un periodo lunghissimo. 

   E' il 1924 quando nonno Luigi viene chiamato a sostituire il dottor Guidetti. Nei primi tempi alloggia nella locanda "Al nord" proprio di fronte alla casa del vecchio medico di cui diviene amico.  Questo rapporto confidenziale è importantissimo perché dà modo al sanitario ventiquattrenne proveniente dal mondo ospedaliero di approfondire le problematiche di ciascuna famiglia del paese che conta all' epoca oltre 3.700 abitanti. 

  Sotto le sue cure trascorrono gli anni della guerra durante i quali ai pazienti locali si vanno ad aggiungere dal 1944 partigiani e cosacchi, i primi raggiunti in segreto in località distanti dal paese, spesso a piedi o su mezzi di fortuna.


1938: Fuori di casa Covassi i due medici della vallata
(Aulo Magrini segue la condotta di Prato Carnico)
assieme al suocero Umberto Cecchetti, primario
 del reparto di chirurgia dell' Ospedale "nuovo" di Tolmezzo  
   E' forse questa sua incondizionata disponibilità verso tutti che il 2 maggio 1945 gli salva la vita: Un ufficiale cosacco raggiunge urlando il drappello in procinto di passarlo per le armi e strappa letteralmente il fucile dalle mani del soldato schiantandolo contro il muro del giardino.

   Finita la guerra, continua invece la battaglia del medico. 

   Significativamente nella libreria del suo studio c'è un libro intitolato "La lotta contro la morte". Il dottore che -ragazzo- ha perso la sua mamma forse per un episodio di mala sanità continua a confrontarsi con la sfida giornaliera. 

   Ricordo le cene interrotte dal suono del campanello alla porta; il cappello, la valigetta e la sua macchina che usciva dal garage addentrandosi nella notte. Un paio di sere ero presente al suo rientro, abbattuto ed impotente perche quella volta aveva vinto lei.


Il cancello del "cimitero nuovo" di Pieve - Confine tra i due mondi
  Il rapporto con la morte è per lui qualcosa di tangibile che richiama specifici volti e circostanze. Ci incontriamo per caso all' ingresso del cimitero nuovo di Pieve durante una delle sue ultime passeggiate "Vedi" mi dice "questo camposanto purtroppo l'ho riempito io". 

   Era come se non contasse in fondo niente per lui tutto l'impegno profuso e tutte le innumerevoli volte in cui qualcuno era stato salvato perché non si trattava mai di una vittoria definitiva ma solamente di un rinvio...






Toni Covassi con papà Luigi 
   Quarant'anni dopo zio Toni Covassi subentra a sua volta al papà; poi in un rapido volger di anni arriviamo già ai medici del tempo presente. Ad ogni passaggio di testimone corrisponde l'accendersi di un rapporto confidenziale nel quale chi va lascia a chi viene indicazioni e consegne. 
   Siamo certi che anche questa volta il nuovo dottore troverà tutto il supporto da parte dei vecchi colleghi.

   Il medico che in attesa dell' indizione del concorso si prenderà cura degli assistiti assieme alla dottoressa Toson é Nicola Zambelli Spezier al quale, in attesa di fare conoscenza, diamo il benvenuto nella nostra comunità!










martedì 24 dicembre 2019

Il problema non è tornare al voto: E' quello che va fatto dopo

   Nei giorni scorsi ha fatto mostra di se nel quotidiano locale la notizia della reunion dei Sindaci di Ovaro succedutisi negli ultimi 40 anni. Il messaggio che si vorrebbe far passare è quello di un paese traumatizzato che deve trovare "unità e pace" oltre le divisioni.

   Evidentemente ci si è già scordati la cittadinanza allibita e furente durante le sedute del Consiglio di questi mesi. La fine di questa amministrazione non va presentata come un trauma: E' stata una liberazione.


   In secondo luogo non si fa minimamente accenno al fatto che l'amministrazione dimissionaria pur essendosi notevolmente impegnata in proprio, ha trovato una quantità di cose che non funzionavano già da prima. Questo non andrebbe dimenticato perché è molto facile farsi prendere dal languore del "Vogliamoci bene" e fare nuovamente delle scelte inconcludenti come certi morosi che si lasciano, poi si riprendono per tornare a lasciarsi. Gli ex Sindaci sono appunto degli ex e va benissimo che facciano i padri nobili ma con spirito di servizio e senso dell' avvicendamento.


   Si sa che ogni Amministrazione ha piacere di lasciare traccia del suo passaggio. Dall'ultimo quinquennio abbiamo ricevuto in eredità un arco privo di qualunque funzione e costato uno sproposito con una sottostante piazza rivestita con blocchetti di porfido che non hanno spostato di una virgola il problema del razionale collegamento tra le due piazze nè quello di uno spazio utilizzabile nel corso di eventi.


   I lavori del centro anziani avanzano pigramente sulla base di una scelta clamorosamente sbagliata (l'area destinata a suo tempo allo scopo era in Spin -in mezzo al verde- mentre ci si è voluti incastronire nella ristrutturazione di un villino anni '20 assolutamente inidoneo con affaccio in strada a raso, forse studiato per abbreviare la permanenza dei vecchietti).


   Orto agrario non pervenuto e invaso dalle sterpaglie dopo che la Regione ne ha disposto il trasferimento al Comune; progetto per il teleriscaldamento di scuole ed uffici pubblici abbandonato; associazioni locali allo sbando. Miniera di Cludinico chiusa, ovvero affidata a dei privati che la tengono in catalogo assieme ad altri 87 pacchetti tanto per fare numero. Stabilimento delle acque oligominarali del quale il Comune è in parte proprietario, ignorato come se il problema fosse di qualcun altro.



La Commissaria Silvia Zossi a Muina per i 100 anni di Annibale
   Allora per amministrare così -dico io- va bene anche la Commissaria anzi; credo che riuscirà a fare meglio e sta già dimostrando di essersi presa a cuore l'incarico anche dal lato umano.

   Cosa fare allora? 

   L' Amministrazione che si proporrà al responso dei cittadini dovrà offrire un candidato Sindaco dotato di disponibilità di tempo e capacità di ascolto, affiancato da una squadra operativa. 

   Personalmente vedo con simpatia la riproposizione del simbolo "Insieme per Ovaro" per un fatto di continuità e riconoscibilità: Niente tatticismi, niente strizzate d'occhio; ci si prepara a lavorare senza perdere tempo in altri disegnini. Ci sono persone che hanno piacere di partecipare? Si facciano avanti; commentino; facciano proposte. Gli spazi per impegnarsi non sono dodici ma quanti se ne vuole. E' fondamentale che la squadra sia aperta a contributi esterni. 


   E' un primo punto di partenza, ma occorrono adesso velocità e coraggio, indispensabili per potersi rivolgere anche agli elettori che si sono in questi anni astenuti. Questi elettori sono interlocutori da considerare, non lo sono invece i protagonisti, dell' ultima stagione di scelte negative per il nostro paese (isolamento, assenza di progettualità e di disponibilità al confronto). 


   Sognare una Ovaro migliore non è vietato.





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sabato 7 dicembre 2019

Confondere la causa con l'effetto


 Un uomo semplice aveva un figlio malato e tutte le sere il bambino veniva colto dalla febbre, e non c’era verso di farla passare e il termometro segnava sempre vicino ai quaranta. E allora l’uomo semplice che ad ogni costo voleva far qualcosa per il suo bambino, prese il termometro e lo schiacciò sotto i piedi.
                                                 (G.Guareschi)

   Questa mattina un concittadino mi ha fermato per strada esprimendomi il suo pensiero sulle recenti vicende "Vedrai stavolta quanta gente non verrà a votare. Io sarò fra quelli!". 
Sono rimasto francamente perplesso conoscendolo come persona che non parla a casaccio.
Non andrà a votare perché un' amministrazione che riteneva all' altezza è stata indotta con indebite pressioni a dimettersi oppure, consapevole dell' inadeguatezza degli eletti é convinto che un' amministrazione -buona o cattiva- debba comunque durare cinque anni e quindi dovevamo tenercela?

   Personalmente, se mi accorgo di avere in cantiere un'impresa inadeguata non lascio che finisca la casa: La congedo e vado a cercare qualcuno che mi faccia una nuova offerta. Può darsi che il lavoro slitti a primavera ma ti immagini sprecare tutti quei materiali per farli mettere in opera da degli incapaci?


   Quanto è accaduto a Ovaro dovrebbe almeno servire a farsi qualche domanda, altrimenti si continueranno a prendere cantonate. Tutto si può infatti dire della caduta Amministrazione salvo che sia stata eletta con brogli o sotterfugi e anche se nessuno di quelli con cui ci siamo fermati a commentare l'accaduto ha ammesso di averlo fatto, di quel 58,70% di cittadini che si sono recati a votare il 41% ha espresso preferenza per l'amministrazione ora dimissionaria. Cosa può aver indotto tante persone a fare questa scelta? 

Ha pesato la cornice da festa privata con l'esibizione di tante amicizie importanti? 
Sono state fatte promesse di magnifiche sorti e progressive per il nostro territorio?
E'stata determinante la simpatia per la persona del Sindaco?
Possibile che nessuno si sia chiesto il perché di tanta mobilitazione di persone venute da fuori? 

   La verità è purtroppo abbastanza deprimente: Per quegli ospiti importanti i problemi del nostro paese si riducono a una bandierina da appuntare sulla carta del Friuli.

   Tolmezzo? Conquistato. Ovaro? Preso! Siamo ridotti al rango delle figurine dei calciatori: "Tu ce l'hai questa?". Così possiamo benissimo restare un anno senza ponte e alla fine dobbiamo anche applaudire per i tempi record o a preferenza prenderci degli insulti come capitato al candidato Sindaco di un'altra lista. A meraviglia.

   In una comunità sarebbe bello che ciascuno scegliesse i propri rappresentanti più sulla base di come si relazionano all' interno di questo piccolo mondo che non in funzione dei "fenomeni" che sono in grado di ingaggiare per una sera. Il mestiere dei fenomeni da circo è quello di girare per le sagre. Non si affezionano. Guardano l'orologio perché tra un'ora devono essere da un'altra parte. Quelli che restano non hanno voce in capitolo e a volte hanno già ricevuto dei favori per sé: Sono in obbligo, come l'impresario di pompe funebri del Padrino


   Voi desiderate questo genere di siparietti in giro per il paese o preferite che certe scene continuino ad appartenere alla cinematografia?


   Nel prino secolo dopo Cristo un certo Fedro raccontava favole di animali contenenti una morale. Questa narra di un lupo da molto tempo digiuno: 


   Durante un inverno particolarmente rigido un lupo indebolito dalla fame incontrò un cane e lo salutò, poscia gli domandò come faceva ad esser così grasso e ben pasciuto. Disse il cane "Ho dei padroni che mi nutrono con cibo buono ed abbondante. Tutto praticamente gratis". Disse il lupo "Invero tu sei fortunato avendo amici così generosi. Chissà che con i tuoi buoni uffici tu non riesca a far invitare anche me a quei banchetti".
    Intanto camminavano a fianco, il cane e il lupo quando questi si accorse che il collo dell' altro era segnato da striature alle quali mancava il pelo. "Dimmi, amico cane, cosa sono quelle piaghe che hai sul collo?" "Niente ti dico. Niente di importante" "Mi interessa sapere ugualmente" "Succede che durante il giorno io porto un guinzaglio e se non faccio quello che dicono i miei padroni loro mi strattonano". 
   A quelle parole il lupo si fermò sul limitare della foresta "Ah no amico cane. Io se ho voglia di mangiare della carne vado da Dario e gliene chiedo un pezzo proprio come faceva mio nonno quando dietro il banco c'era il nonno di Dario; poi tiro fuori i soldi e glielo pago. E se abbiamo voglia di andare a berci un bicchiere assieme andiamo al bar vicino e anche li a turno paghiamo la nostra consumazione. 
   Se poi desidero presentare ai cittadini una lista civica perché la votino a preferenza chiederò la disponibilità della sala nel Centro sociale -che è di tutti- così è sicuro che non dovrò già da subito dei favori a qualcuno perché vedi, le cose funzionano fatalmente così: Se ti rimpinzi a sbafo, prima o poi quei banchetti in qualche modo li dovrai contraccambiare e casomai te ne dimentichi ti sentirai tirare per il collare".







giovedì 28 novembre 2019

La fine dell' incubo

   E' finita come era destino che finisse. Essendo quasi riusciti a portare a termine la loro funesta missione di "sabotaggio conto terzi" della quale già dicevamo in agosto, i "ragazzi del futuro" si sono autodistrutti lasciando a propria memoria uno scritto inqualificabile nel quale accusano il Sindaco di Ovaro dimissionario di "tradimento e mancanza di riconoscenza".   In effetti gli unici ad uscire con dignità da questa brutta storia sono proprio il Sindaco Cattarinussi ed il suo Vice David Casanova che possono con un sospiro di sollievo ritornare alla vita di sempre fatta di persone e rapporti umani.

   Mario ha ricevuto la solidarietà di buona parte dei Sindaci della Carnia ed è finalmente dopo sei mesi rilassato e sorridente. David è tornato ad essere la persona allegra che abbiamo sempre conosciuto. Ci raccontano la loro brutta avventura come naufraghi che si sono messi in salvo dalla Strega del mare

   Mai in precedenza il nostro Comune era stato oggetto di ingerenze così pesanti, vere e proprie incursioni finalizzate al perseguimento di scopi estranei che non avevano nulla a che fare con l' attività amministrativa. Esterefatti assistevamo al compiersi del disastro. Mai vista roba simile. Ah già... I cosacchi.

   Anche i cittadini, che avevano capito che stava accadendo qualcosa di inquietante ed inedito, partecipavano numerosi alle sedute del Consiglio comunale e avendo visto con i propri occhi quello che vi accadeva è difficile adesso che si bevano la storiella in cui a destabilizzare i ragazzi di buona volontà siano stati "quotidiani, social e interpellanze delle opposizioni". 

   Quotidiani e social. Puoi credere! Con il premio di maggioranza fai quello che ti pare per cinque anni filati e lasci l'opposizione ad abbaiare.  Nel 2011 Tolmezzo ha visto una manfestazione con tremila partecipanti contro l'elettrodotto arrivare sotto le finestre del municipio. Il Sindaco Zearo non si è scomposto; ci faceva perfino le foto dal balcone del municipio e ridacchiava.

   Il problema è un altro: E' che quassù in montagna se ti illudi di poter andare avanti da solo non combini niente. Se ti immagini di poterti permettere in esclusiva un segretario comunale che costa da solo ottantamila euro l'anno sei fuori come un balcone. Se negli uffici non crei un'atmosfera di fiducia e collaborazione i dipendenti scappano via.
   Se poi non capisci che qualsiasi minoranza è disponibile a dare una mano a patto che tu proponga cose sensate è proprio meglio che non ti occupi di amministrazione.
  

domenica 24 novembre 2019

...e Ovaro giocava alle carte e parlava di calcio nei bar



   Inutile che ce lo nascondiamo: Se il nostro Comune non sta morendo è quanto meno malato grave.
   Nessuno meglio dei dipendenti percepisce i sintomi dell' approssimarsi della fine; infatti senza tanto chiasso alcuni si sono guardati attorno, hanno fatto dei concorsi e adesso si preparano ad andare altrove.

   Il primo abbandono certo sarà quello del responsabile degli affari generali. Dietro a questa definizione tecnica che magari dice poco sta la persona che si occupa di redigere fisicamente tutte le delibere, seguire il funzionamento delle scuole comunali (edifici, mensa, riscaldamento), l'assistenza di anziani e bisognosi, la biblioteca, l'anagrafe e lo stato civile. Se vi sembra poco...

   Ma anche il responsabile del servizio manutenzioni si accinge a trasferirsi; infatti ha già partecipato al concorso per ricoprire la medesima mansione in Comune di Cavazzo Carnico. Significa che preferisce recarsi giornalmente a fondovalle piuttosto che seguitare a lavorare nel Comune dove risiede con la famiglia.

   Non è finita: Una collaboratrice appena arrivata (settore appalti e opere pubbliche) partecipa al concorso per la nomina presso il Comune di Forni Avoltri anche se per lei significa un percorso più lungo per recarsi al lavoro. Cosa sta succedendo? Che fine faremo?

   Pare che le uniche funzioni che continueranno a venire garantite saranno quelle da tempo demandate all' UTI. Si! Proprio quella UTI tanto avversata dall' "Amministrazione del futuro" (dalla quale non si devono accettare regali anche a costo di perdere contributi per centiaia di migliaia di euro) sarà alla fine l' unica che continuerà a fornire servizi con il proprio personale (tributi, polizia urbana, immondizie).

   Ma come... non dovevamo conquistare una rinnovata autonomia al grido di "Fasìn di besoi"? Non ci siamo ritirati da tutte le convenzioni che prevedevano la gestione condivisa di alcune funzioni con i Comuni di Prato Carnico e Comeglians?


Si lavora al ripristino della strada in località Avausa
   Ad Avausa ieri l'altro è venuta giù la strada. Sabato mattina alle sette stavano lavorando con le fotoelettriche per tracciarne una ex novo: Verrà aperta lunedì.
   Non ci ricorda un certo ponte rimasto chiuso un anno per un lavoro che alla fin fine richiedeva venti giorni?

   Intanto che qui tutto si spegne, a Tolmezzo si elegge il nuovo presidente del Bim (Bacino imbrifero montano) altra istituzione che distribuisce soldi alle Amministrazioni amiche. Chissà se qualcuno dei nostri si è fatto vedere in quei paraggi o se quando c'è la  prospettiva di ottenere qualcosa per il nostro Comune la parola d'ordine è tenersi alla larga? 


    

domenica 10 novembre 2019

Guai un maal

   Attoniti riceviamo, con preghiera di diffusione, la lettera inviata dall' amministrazione comunale ai "signori" Cedolini, Marin, Della Pietra, Frassinelli, Gardel, Marta, Morocutti e Meret.

   Leggendo la missiva pare che per chi l'ha inviata non conti molto che la Proloco di Ovaro stia vivendo un momento di crisi, che l'organizzazione del tradizionale mercato di San Martin abbia incontrato difficoltà preoccupanti e che nel complesso tutto si stia deteriorando in un brevisssimo spazio di tempo: Quello che conta è che essendosi dimessi prima della convocazione, i componenti il direttivo non erano più -a rigore- titolati a indire l'Assemblea avendo peraltro inviato la convoocazione a tutti i soci in regola con il pagamento della tessera.


   Funziona come quei poveracci che negli Stati Uniti vengono lasciati schiattare sul marciapiedi perchè non hanno l'assicurazione sanitaria: Crepano, ma è tutto regolare.


   Ora, se io sono l'amministratore subentrante in un contesto difficile (lungi da noi sostenere che i problemi della Proloco siano causa della lista risultata vincente alle scorse amministrative), mi preoccupo moltissimo di quello che sta capitando e mi precipito a raccogliere informazioni nel luogo dove ho l'occasione di incontrarmi con quante più persone possibile per ascoltare quali sono i problemi, per farmi raccontare prima da cosa ha avuto origine l'attuale congiuntura, sondando nel contempo se si manifestano disponibilità e proposte. Tutto questo ovviamente se la cosa mi sta a cuore. In caso contrario di condizioni ostative alla mia partecipazione ne posso tirare fuori a bizzeffe.


   Quello che questi signori si sono scordati è che viviamo in un paese piccolo come Rio Bò e la Proloco -se sta vivendo una fase critica- deve poter contare su un' amministrazione che ascolta. Potranno magari anche essere mosse delle critiche all' operato del direttivo, ma ricordiamoci che ogni ora del tempo che hanno dedicato all' associazione è un apporto gratuito: un regalo.


   Allora cosa significa "la Proloco é un soggetto di diritto privato"? Tutte le attività produttive locali sono soggetti di diritto privato. Forse che se entra in crisi una ditta e la gente resta a casa senza stipendio tu gli vai a raccontare che non sono problemi tuoi in quanto si tratta di un soggetto di diritto privato? Come commentato da un anziano all' ultimo Consiglio comunale aggrapparsi alle procedure é un escamotage piuttosto infantile per non dare mai una risposta. Non è sempre vero che la forma è sostanza.

   Tutti i notiziari in questi giorni ci presentano un Presidente del Consiglio che interviene al consiglio di fabbrica di Ilva senza cravatta, seduto sul bordo di un tavolo ad ascoltare, a interloquire anche vivacemente con maestranze esasperate, che alzano la voce e contestano.



   Per carità; cosa vuoi che siano le vicissitudini della nostra povera Proloco paragonate con Taranto, ma se ti sottrai a un problema così insignificante prova solo a pensare di dover gestire qualcosa di un po' più impegnativo: Ora ci si spiega il perché della mancata partecipazione a tutte le riunioni indette da UTI, Sub-ambito e quant'altro. 

   Ci auguriamo pertanto che il nostro paese si mantenga in salute assieme ai suoi abitanti senza fare troppo conto su questi "Ragazzi del futuro". In conclusion no sone laàz via encje i mongui?  


     

  

lunedì 4 novembre 2019

...Mangino le brioches


Siamo abbastanza perplessi 

   Di solito è la minoranza che non avendo altro mezzo, utilizza i manifestini per portare la popolazione a conoscenza di qualcosa. Un volantino diffuso a cura della maggioranza non l'avevamo mai visto, ma magari invece si rivela uno strumento efficace.

   Dopo mesi di mancate spiegazioni finalmente ecco la "verità documentale" sulla nota vicenda dei pasti agli anziani. Ne avessero riferito in Consiglio ci saremmo tutti risparmiati la fatica.

   Veniamo così a sapere che i beneficiari sono in numero di dieci più un undicesimo che ha fatto richiesta alla passata Amministrazione senza ricevere riscontro.

   Non essendo stati particolarmente impegnati in riunioni (visto che le hanno disertate tutte), i nuovi amministratori avrebbero potuto prendere contatto con i potenziali interessati al servizio e a seguito del riscontro avuto, decidere se proseguirlo oltre la data di scadenza contrattuale ovvero sopprimerlo. Questo fa un' amministrazione trasparente evidenziando il cambio di passo rispetto a chi li ha preceduti.

   Invece le legittime richieste di informazioni sono state invariabilmente accolte con stizza e non degnate di risposta cassandole come "carenti dei necessari presupposti di fatto e di diritto, infondate nel merito per la carenza documentale, l’assoluto difetto d’istruttoria, la genericità, la mancanza dei necessari pareri, nonchè l' incompetenza".

   Anche nell'ipotesi che alla fine il trasporto dei pasti fosse rimasto in capo al Comune, cosa vuoi che siano 5.000 euro per un' amministrazione che può permettersi di rinunciare a centinaia di migliaia di euro di contributi solo perché provengono da una fonte non gradita?

   Curioso poi che vengano rifiutati i contributi dell' Uti di Brollo (Pd) e invece accettati quelli stanziati dall' ex Vicepresidente della Giunta regionale Sergio Bolzonello (anche lui Pd) per interventi nel sito della Miniera di Cludinico.

   Idem per la vicenda del ponte di San Martino: Vengono richieste per mesi informazioni; il progettista Ing. Zigotti è di Enemonzo, cosa costava farlo intervenire una sera al Centro socio culturale per presentare il progetto. Invece nessuno deve sapere niente, tutto si svolge nel più profondo riserbo fino a che la rampa viene ricostruita più stretta di prima e si deve correre ai ripari invertendo le precedenze creando -ma è solo una nostra opinione- un ulteriore problema.


   Fortunatamente il volantino-verità qualche soluzione la fornisce in calce al testo spiegando agli anziani che se non hanno facilità a provvedere ai propri pasti, esistono le trattorie, le locande, i ristoranti e gli agriturismi. Grazie: a noi proprio non era venuto in mente. 
   Per completezza avrei aggiunto che nei panifici della valle si possono acquistare le brioches care a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, così la panoramica delle opzioni alimentari sarebbe stata completa.  

N.B. Il testo evidenziato in arancione rimanda ai documenti originali citati