domenica 13 settembre 2020

Diritti non negoziabili

 

Ogni tanto dovremmo ricordarci che ci sono persone per le quali il semplice sopravvivere è legato ad esigenze che non ammettono deroghe.

Per noi che "ogni tanto un' Aspirina" è difficile calarsi nei panni di chi invece necessita di un controllo costante per mantenere la propria compromessa condizione di salute entro limiti almeno accettabili e deve assumere farmaci in base all'evoluzione della sua specifica patologia.

Mi soffermo a parlare con questa coppia non tanto più anziana di me ed apprendo che a Ovaro già da qualche mese, dopo l'entrata in quiescenza del vecchio medico di cui racconto qui, le cose non stanno andando affatto bene e tutto è divenuto caotico e precario. Al presente, i sanitari che sostituiscono il medico di famiglia al quale erano affidate le cure di metà dei residenti si succedono ogni pochi giorni, non facendo a tempo a mettere assieme un'anamnesi o a memorizzare la faccia di un paziente, che già vengono rimpiazzati da un altro dottore che va ragguagliato daccapo, immagino con quali risultati.

A causa delle limitazioni imposte dalla pandemia spesso i pazienti vengono fatti uscire dalla sala d'aspetto all'esterno dell' ambulatorio. Dove? In un androne dotato di un'unica sedia (e i più anziani? e quelli che soffrono di patologie agli arti?). Nello stesso sottoportico vengono abbandonate su un panchetto anche le ricette dentro una scatola di cartone perché ciascuno scartabellando recuperi la sua, toccata preliminarmente da chissà quante altre mani. 

Pare che nell'ambulatorio non ci sia nemmeno più un computer; le ricette vengono pertanto stilate a mano. Così sul territorio, una metà degli assistiti (quella dotata di medico curante) riceve le prescrizioni via mail su pdf protetti da password, mentre la metà affidata ai sostituti deve preliminarmente accertarsi su dove potrà recuperare l'indispensabile documento.

Mi sembra che non siano queste le "regole di ingaggio" per un servizio di una sanità pubblica di base di qualità accettabile.

A questo punto, chi ha esigenze inderogabili tenta la discesa in ospedale a Tolmezzo. Ovviamente è una pessima idea perché Tolmezzo è organizzato per accogliere degenti, svolgere accertamenti specialistici (quelli rimasti!) e per svolgere attività di pronto soccorso.

Se intaso il pronto soccorso per ottenere una prescrizione o una visita creo problemi alla struttura ed ai suoi utenti. Devo essere intercettato prima e ricevere il servizio al quale ho diritto nel luogo a questo deputato: il poliambulatorio.

In montagna abbiamo da tempo adottato strategie per superare il gap delle distanze ma ci sono esigenze primarie che devono essere soddisfatte localmente. Si tratta di un diritto elementare, non di una regalia e la sua assenza anche momentanea può determinare un rischio per la stessa sopravvivenza di un cittadino affetto da patologie.

La protratta assenza di un' Amministrazione comunale ha favorito indubbiamente questi malfunzionamenti, pertanto una delle urgenze di cui dovrà farsi carico il nuovo  Consiglio sarà quella di individuare tempestivamente assieme ai vertici dell'Azienda sanitaria una soluzione definitiva al problema.


 

  


 

 

domenica 21 giugno 2020

Dei guasti del non governo

Attorno al 1340 il pittore senese Ambrogio Lorenzetti adornò la sala municipale della propria città con un ciclo di affreschi raffiguranti da una parte gli effetti del Buon Governo sotto la guida del quale i cittadini vivono nell'ordine e nell'armonia; dall' altra gli esiti di un Cattivo Governo dove si vede una città in rovina.

"Buon governo" implica ovviamente lo svolgere un'attività: non fare semplicemente niente non è un atto neutro. Porta delle conseguenze.

Qua da noi succede che un Ente sovracomunale -l'Autorità di Bacino- predispone e trasmette al Comune una cartografia. Se scaricate l'elaborato tramite il link e gli date un'occhiata notate che una piccola area del capoluogo è colorata di arancione ma tutto il paese come pure le frazioni di Lenzone, Chialina e Cella sono colorati in giallo. Quel colore sta per "grado di pericolosità medio o P2". 


Sui due piedi questa delimitazione può anche non dire niente ma cos'ha di diverso Lenzone rispetto a Liariis che non è colorato?

Tutti noi del posto sappiamo che nel Borc di Sòra ci sono stati anche di recente cedimenti, ci sono cavità legate alla presenza di gessi e la zona non dà molto affidamento tanto è vero che in un vecchio giornale degli anni '70 si registra lo sprofondamento di un pavimento durante un banchetto nuziale; ma cosa c'entrano il resto dell'abitato verso nord, Chialina e Lenzone dove non si ha mai avuto notizia di fenomeni preoccupanti?

Chi ha redatto la documentazione o non si è più di quel tanto documentato, oppure per non farsi carico di qualche responsabilità ha perimetrato tutto "tanto per non sbagliare". Questa pressapochezza nelle delimitazioni non è peraltro opinione mia ma è avvalorata da una sentenza (TSAP 112/2008) alla quale all'Autorità di Bacino vengono contestati: "difetto di ragionevolezza e proporzionalità del sacrificio imposto ai privati... imprecisione nella rappresentazione dello stato dei luoghi.... intensità delle misure applicate non sorretta da una esatta conoscenza dello stato di fatto del territorio".

Fatto sta che l'Amministrazione dell'epoca, non dando evidentemente molto peso al documento conferisce all'urbanista che svolge le pratiche per conto del Comune l'incarico di recepire in una variante i contenuti di quella cartografia.

Anche la professionista evidentemente non approfondisce più di tanto le ricadute della perimetrazione e nel suo elaborato introduce una semplice dicitura alla pag.49, dove prevede che nelle zone con indice di pericolosità P2, P3 e P4 potranno venire realizzati interventi "purchè non comportino incremento di unità abitative o del carico insediativo".


Estratto dalla cartografia del PAI 

Escludere l'incremento di unità abitative o del carico insediativo in un comparto destinato alla residenza significa che se possiedo un lotto edificabile mio figlio non ci potrà costruire sopra la casa se la mia abitazione ha un grande sottotetto non vi potrò ricavare una mansarda.


La norma allegata al Piano-stralcio dell'Autorità di Bacino non prevederebbe tale restrizione: si limita a prescrivere alle Amministrazioni "la verifica di compatibilità tra quanto esistente e le situazioni di pericolosità". 

La professionista ha doverosamente spiegato all'Amministrazione che a Ovaro (intero capoluogo, oltre alle frazioni di Chialina, Lenzone e Cella) non si sarebbero più potute costruire case o ristrutturare nuovi spazi ad uso abitativo?

Qualcuno che stava in Comune all'epoca si è reso conto che genere di documento stava approvando all' insaputa dei cittadini?

La variante data marzo 2017, dunque la responsabilità non ricade sull' ultima brevissima Amministrazione bensì sulla precedente.

Chiedo all' urbanista soluzioni. Mi dice che "Deroghe sono possibili se c’è una dimostrazione da parte di un geologo che il rischio segnalato dal PAI (piano per l'assetto idrogeologico ndr.) in realtà non esiste; in questo caso la procedura è da fare con l’Autorità di Bacino di Venezia. Ci sono già casi in cui hanno accettato la modifica".

Grazie tante. Adesso che la variante è stata approvata devo sobbarcarmi una lunga, costosa ed incerta pratica a Venezia perché qualcuno non è andato doverosamente a fondo del problema che andava risolto localmente facendo appportare modifiche agli elaborati ed alla normativa PRIMA di inoltrarli.

L'aspetto ulteriormente irritante è che i proprietari dei lotti inutilizzabili si ritrovano con delle aree invendibili delle quali hanno magari anche pagato l'urbanizzazione; in più dovranno continuare a pagarci sopra le tasse perchè non è che non siano edificabili, solo che non ci puoi costruire sopra le case. Come dire che la tua macchina non è che non ci puoi più circolare... ma non puoi andare
 sull' asfalto.

Così, quando il giornale titola "Ovaro si prepara alle elezioni" o a scelta: "Spuntano i primi papabili" io un po' mi preoccupo e mi chiedo: verranno mica coinvolti nuovamente gli stessi fenomeni che hanno lasciato passare questa cavolata? intendo oltre a Vaia, al Virus, alla variante della Cartiera e alla casa per anziani piantate li da mesi? Si, perché con tutta la buona volontà e la pazienza si comincia a essere un po' stufi.


Fino a qualche giorno fa c'era la possibilità di presentare controdeduzioni in merito ad un'ulteriore modifica della perimetrazione delle aree a rischio. Con l'occasione ho inoltrato al Comune osservazioni nei modi di rito, nella speranza che sortiscano qualche effetto. 

Post scriptum
Oggi, 17 luglio ho ricevuto riscontro dalla Direzione Regionale. Confermano in sostanza che i vincoli ce li teniamo salvo proporre (a cura e spese di chi?) un aggiornamento delle pericolosità attraverso "nuovi studi o indagini di dettaglio, ovvero a seguito della realizzazione di idonee opere di difesa". 
Credo non servano commenti 

venerdì 27 marzo 2020

La memoria corta

Compiegne 11 novembre 1918
 i tedeschi firmano l'armisitzio 
  Mi lascia esterrefatto che in questa sciagura collettiva e imprevedibile, proprio da parte germanica si manifesti tanto egoismo e scarsa disponibilità nell' individuare strategie economiche condivise a livello europeo.

  I tedeschi hanno perso due guerre. A conclusione della prima sono stati chiamati a corrispondere agli Stati vincitori indennizzi che hanno messo in ginocchio economia e cittadini. La crisi del 1929 li ha trovati più deboli di altre nazioni ed il risultato è stato che non apppena qualcuno ha sfruttato tutta la sofferenza ed il livore di un popolo obbligato a svenarsi per pagare debiti puntigliosamente pretesi nel momento peggiore ecco che questa chiamata è stata prontamente recepita e Hitler è salito al potere con i risultati che conosciamo.

  Anche per questo, persa la seconda Guerra mondiale, pur con molte pesanti conseguenze la Germania -divisa fino al 1989 tra i due blocchi di influenza- è stata messa in condizione di risorgere, consolidando un' economia così forte da poter raccogliere la sfida della riunificazione con investimenti stellari e divenendo di fatto il traino dell' economia europea.

  Proprio a seguito di questa crescita inarrestabile nasce la moneta unica, così da garantire l'Unione e in primis la Francia da future velleità che avevano dimostrato di essere storicamente ricorrenti.

  La Banca Centrale Europea, che proprio su pressione tedesca ha inserito tra le sue regole il mantenimento del deficit di ciascuno Stato entro il 2% della ricchezza prodotta è concepita per fare fronte a situazioni di crisi puntuali attraverso il Fondo salva Stati. Questo fondo è un prestito di ultima istanza che ha però un costo di accesso. Funziona come l' ipoteca su un immobile: Se ipotechi la casa per acquistarla, molto probabilmente sarai in grado di pagare le rate perché la banca ha già pensato a valutare a monte la tua capacità di produrre reddito. Ma se concedi di iscrivere ipoteca sulla tua abitazione perche hai problemi di liquidità, è fortemente probabile che il tuo debito vada insoluto e che la banca alla fine si prenda la casa e lo metta all'asta.

  La Grecia è un'economia marginale e solo i greci hanno la percezione precisa del costo che sono stati chiamati a sostenere per avere gli aiuti: Molte proprietà dello Stato, che producevano reddito, sono state vendute e come si sa, senza i mezzi di produzione non si crea ricchezza.

 La calamità che ha colpito l'Europa nei giorni scorsi non è una iattura isolata di una nazione ma un evento globale. I mezzi per fronteggiare questa crisi inedita non possono essere mezzi ordinari, ancor più considerando che in tutti questi anni la finanza si è enormemente arricchita a spese dell' economia reale, quella che produce.
  Adesso è il momento che gli Stati, attraverso l'Unione chiedano indietro una parte di queste risorse.

"La pandemia del Coronavirus è una tragedia di proporzioni potenzialmente bibliche", commenta l'ex Governatore della BCE sul Financial Times o si opera per venirne fuori tutti assieme o quando l'emergenza terminerà non ci sarà più Europa e nemmeno un mercato -quanto meno a occidente- al quale gli Stati egoisti possano immaginare di vendere qualcosa.



    

giovedì 2 gennaio 2020

Medici in Val di Gorto: Una storia lunga cent'anni

Il dottor Mauro Boiti accanto alla Commissaria Silvia Zossi
  Il 31 dicembre in modo discreto, quasi in punta di piedi ha terminato il servizio di medico di base il dottor Mauro Boiti.

 In occasione del concerto di Natale, la Commissaria incaricata Silvia Zossi ne ha ricordato i tanti anni di attività consegnandogli una medaglia commemorativa ed una veduta del paese incorniciata.

   Oltre alla cura dei propri pazienti Boiti ha ricoperto l'incarico di coordinatore sanitario della vallata mentre la moglie Rodolfa -anch'essa entrata in quiescenza con la fine dell'anno- ha svolto l'attività di pediatra presso l'ospedale civile di Tolmezzo dopo aver affiancato il marito in condotta per i primi 13 anni. 

   Ad entrambi un sincero grazie per l'attività svolta a favore della nostra comunità. 

   36 anni! Ragionavo che mentre in un secolo a Ovaro si sono succeduti almeno nove parroci, ciascun medico ha svolto la sua missione per un periodo lunghissimo. 

   E' il 1924 quando nonno Luigi viene chiamato a sostituire il dottor Guidetti. Nei primi tempi alloggia nella locanda "Al nord" proprio di fronte alla casa del vecchio medico di cui diviene amico.  Questo rapporto confidenziale è importantissimo perché dà modo al sanitario ventiquattrenne proveniente dal mondo ospedaliero di approfondire le problematiche di ciascuna famiglia del paese che conta all' epoca oltre 3.700 abitanti. 

  Sotto le sue cure trascorrono gli anni della guerra durante i quali ai pazienti locali si vanno ad aggiungere dal 1944 partigiani e cosacchi, i primi raggiunti in segreto in località distanti dal paese, spesso a piedi o su mezzi di fortuna.


1938: Fuori di casa Covassi i due medici della vallata
(Aulo Magrini segue la condotta di Prato Carnico)
assieme al suocero Umberto Cecchetti, primario
 del reparto di chirurgia dell' Ospedale "nuovo" di Tolmezzo  
   E' forse questa sua incondizionata disponibilità verso tutti che il 2 maggio 1945 gli salva la vita: Un ufficiale cosacco raggiunge urlando il drappello in procinto di passarlo per le armi e strappa letteralmente il fucile dalle mani del soldato schiantandolo contro il muro del giardino.

   Finita la guerra, continua invece la battaglia del medico. 

   Significativamente nella libreria del suo studio c'è un libro intitolato "La lotta contro la morte". Il dottore che -ragazzo- ha perso la sua mamma forse per un episodio di mala sanità continua a confrontarsi con la sfida giornaliera. 

   Ricordo le cene interrotte dal suono del campanello alla porta; il cappello, la valigetta e la sua macchina che usciva dal garage addentrandosi nella notte. Un paio di sere ero presente al suo rientro, abbattuto ed impotente perche quella volta aveva vinto lei.


Il cancello del "cimitero nuovo" di Pieve - Confine tra i due mondi
  Il rapporto con la morte è per lui qualcosa di tangibile che richiama specifici volti e circostanze. Ci incontriamo per caso all' ingresso del cimitero nuovo di Pieve durante una delle sue ultime passeggiate "Vedi" mi dice "questo camposanto purtroppo l'ho riempito io". 

   Era come se non contasse in fondo niente per lui tutto l'impegno profuso e tutte le innumerevoli volte in cui qualcuno era stato salvato perché non si trattava mai di una vittoria definitiva ma solamente di un rinvio...






Toni Covassi con papà Luigi 
   Quarant'anni dopo zio Toni Covassi subentra a sua volta al papà; poi in un rapido volger di anni arriviamo già ai medici del tempo presente. Ad ogni passaggio di testimone corrisponde l'accendersi di un rapporto confidenziale nel quale chi va lascia a chi viene indicazioni e consegne. 
   Siamo certi che anche questa volta il nuovo dottore troverà tutto il supporto da parte dei vecchi colleghi.

   Il medico che in attesa dell' indizione del concorso si prenderà cura degli assistiti assieme alla dottoressa Toson é Nicola Zambelli Spezier al quale, in attesa di fare conoscenza, diamo il benvenuto nella nostra comunità!










martedì 24 dicembre 2019

Il problema non è tornare al voto: E' quello che va fatto dopo

   Nei giorni scorsi ha fatto mostra di se nel quotidiano locale la notizia della reunion dei Sindaci di Ovaro succedutisi negli ultimi 40 anni. Il messaggio che si vorrebbe far passare è quello di un paese traumatizzato che deve trovare "unità e pace" oltre le divisioni.

   Evidentemente ci si è già scordati la cittadinanza allibita e furente durante le sedute del Consiglio di questi mesi. La fine di questa amministrazione non va presentata come un trauma: E' stata una liberazione.


   In secondo luogo non si fa minimamente accenno al fatto che l'amministrazione dimissionaria pur essendosi notevolmente impegnata in proprio, ha trovato una quantità di cose che non funzionavano già da prima. Questo non andrebbe dimenticato perché è molto facile farsi prendere dal languore del "Vogliamoci bene" e fare nuovamente delle scelte inconcludenti come certi morosi che si lasciano, poi si riprendono per tornare a lasciarsi. Gli ex Sindaci sono appunto degli ex e va benissimo che facciano i padri nobili ma con spirito di servizio e senso dell' avvicendamento.


   Si sa che ogni Amministrazione ha piacere di lasciare traccia del suo passaggio. Dall'ultimo quinquennio abbiamo ricevuto in eredità un arco privo di qualunque funzione e costato uno sproposito con una sottostante piazza rivestita con blocchetti di porfido che non hanno spostato di una virgola il problema del razionale collegamento tra le due piazze nè quello di uno spazio utilizzabile nel corso di eventi.


   I lavori del centro anziani avanzano pigramente sulla base di una scelta clamorosamente sbagliata (l'area destinata a suo tempo allo scopo era in Spin -in mezzo al verde- mentre ci si è voluti incastronire nella ristrutturazione di un villino anni '20 assolutamente inidoneo con affaccio in strada a raso, forse studiato per abbreviare la permanenza dei vecchietti).


   Orto agrario non pervenuto e invaso dalle sterpaglie dopo che la Regione ne ha disposto il trasferimento al Comune; progetto per il teleriscaldamento di scuole ed uffici pubblici abbandonato; associazioni locali allo sbando. Miniera di Cludinico chiusa, ovvero affidata a dei privati che la tengono in catalogo assieme ad altri 87 pacchetti tanto per fare numero. Stabilimento delle acque oligominarali del quale il Comune è in parte proprietario, ignorato come se il problema fosse di qualcun altro.



La Commissaria Silvia Zossi a Muina per i 100 anni di Annibale
   Allora per amministrare così -dico io- va bene anche la Commissaria anzi; credo che riuscirà a fare meglio e sta già dimostrando di essersi presa a cuore l'incarico anche dal lato umano.

   Cosa fare allora? 

   L' Amministrazione che si proporrà al responso dei cittadini dovrà offrire un candidato Sindaco dotato di disponibilità di tempo e capacità di ascolto, affiancato da una squadra operativa. 

   Personalmente vedo con simpatia la riproposizione del simbolo "Insieme per Ovaro" per un fatto di continuità e riconoscibilità: Niente tatticismi, niente strizzate d'occhio; ci si prepara a lavorare senza perdere tempo in altri disegnini. Ci sono persone che hanno piacere di partecipare? Si facciano avanti; commentino; facciano proposte. Gli spazi per impegnarsi non sono dodici ma quanti se ne vuole. E' fondamentale che la squadra sia aperta a contributi esterni. 


   E' un primo punto di partenza, ma occorrono adesso velocità e coraggio, indispensabili per potersi rivolgere anche agli elettori che si sono in questi anni astenuti. Questi elettori sono interlocutori da considerare, non lo sono invece i protagonisti, dell' ultima stagione di scelte negative per il nostro paese (isolamento, assenza di progettualità e di disponibilità al confronto). 


   Sognare una Ovaro migliore non è vietato.





Mail to: ovaroinsieme@ovaroservizi.it
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sabato 7 dicembre 2019

Confondere la causa con l'effetto


 Un uomo semplice aveva un figlio malato e tutte le sere il bambino veniva colto dalla febbre, e non c’era verso di farla passare e il termometro segnava sempre vicino ai quaranta. E allora l’uomo semplice che ad ogni costo voleva far qualcosa per il suo bambino, prese il termometro e lo schiacciò sotto i piedi.
                                                 (G.Guareschi)

   Questa mattina un concittadino mi ha fermato per strada esprimendomi il suo pensiero sulle recenti vicende "Vedrai stavolta quanta gente non verrà a votare. Io sarò fra quelli!". 
Sono rimasto francamente perplesso conoscendolo come persona che non parla a casaccio.
Non andrà a votare perché un' amministrazione che riteneva all' altezza è stata indotta con indebite pressioni a dimettersi oppure, consapevole dell' inadeguatezza degli eletti é convinto che un' amministrazione -buona o cattiva- debba comunque durare cinque anni e quindi dovevamo tenercela?

   Personalmente, se mi accorgo di avere in cantiere un'impresa inadeguata non lascio che finisca la casa: La congedo e vado a cercare qualcuno che mi faccia una nuova offerta. Può darsi che il lavoro slitti a primavera ma ti immagini sprecare tutti quei materiali per farli mettere in opera da degli incapaci?


   Quanto è accaduto a Ovaro dovrebbe almeno servire a farsi qualche domanda, altrimenti si continueranno a prendere cantonate. Tutto si può infatti dire della caduta Amministrazione salvo che sia stata eletta con brogli o sotterfugi e anche se nessuno di quelli con cui ci siamo fermati a commentare l'accaduto ha ammesso di averlo fatto, di quel 58,70% di cittadini che si sono recati a votare il 41% ha espresso preferenza per l'amministrazione ora dimissionaria. Cosa può aver indotto tante persone a fare questa scelta? 

Ha pesato la cornice da festa privata con l'esibizione di tante amicizie importanti? 
Sono state fatte promesse di magnifiche sorti e progressive per il nostro territorio?
E'stata determinante la simpatia per la persona del Sindaco?
Possibile che nessuno si sia chiesto il perché di tanta mobilitazione di persone venute da fuori? 

   La verità è purtroppo abbastanza deprimente: Per quegli ospiti importanti i problemi del nostro paese si riducono a una bandierina da appuntare sulla carta del Friuli.

   Tolmezzo? Conquistato. Ovaro? Preso! Siamo ridotti al rango delle figurine dei calciatori: "Tu ce l'hai questa?". Così possiamo benissimo restare un anno senza ponte e alla fine dobbiamo anche applaudire per i tempi record o a preferenza prenderci degli insulti come capitato al candidato Sindaco di un'altra lista. A meraviglia.

   In una comunità sarebbe bello che ciascuno scegliesse i propri rappresentanti più sulla base di come si relazionano all' interno di questo piccolo mondo che non in funzione dei "fenomeni" che sono in grado di ingaggiare per una sera. Il mestiere dei fenomeni da circo è quello di girare per le sagre. Non si affezionano. Guardano l'orologio perché tra un'ora devono essere da un'altra parte. Quelli che restano non hanno voce in capitolo e a volte hanno già ricevuto dei favori per sé: Sono in obbligo, come l'impresario di pompe funebri del Padrino


   Voi desiderate questo genere di siparietti in giro per il paese o preferite che certe scene continuino ad appartenere alla cinematografia?


   Nel prino secolo dopo Cristo un certo Fedro raccontava favole di animali contenenti una morale. Questa narra di un lupo da molto tempo digiuno: 


   Durante un inverno particolarmente rigido un lupo indebolito dalla fame incontrò un cane e lo salutò, poscia gli domandò come faceva ad esser così grasso e ben pasciuto. Disse il cane "Ho dei padroni che mi nutrono con cibo buono ed abbondante. Tutto praticamente gratis". Disse il lupo "Invero tu sei fortunato avendo amici così generosi. Chissà che con i tuoi buoni uffici tu non riesca a far invitare anche me a quei banchetti".
    Intanto camminavano a fianco, il cane e il lupo quando questi si accorse che il collo dell' altro era segnato da striature alle quali mancava il pelo. "Dimmi, amico cane, cosa sono quelle piaghe che hai sul collo?" "Niente ti dico. Niente di importante" "Mi interessa sapere ugualmente" "Succede che durante il giorno io porto un guinzaglio e se non faccio quello che dicono i miei padroni loro mi strattonano". 
   A quelle parole il lupo si fermò sul limitare della foresta "Ah no amico cane. Io se ho voglia di mangiare della carne vado da Dario e gliene chiedo un pezzo proprio come faceva mio nonno quando dietro il banco c'era il nonno di Dario; poi tiro fuori i soldi e glielo pago. E se abbiamo voglia di andare a berci un bicchiere assieme andiamo al bar vicino e anche li a turno paghiamo la nostra consumazione. 
   Se poi desidero presentare ai cittadini una lista civica perché la votino a preferenza chiederò la disponibilità della sala nel Centro sociale -che è di tutti- così è sicuro che non dovrò già da subito dei favori a qualcuno perché vedi, le cose funzionano fatalmente così: Se ti rimpinzi a sbafo, prima o poi quei banchetti in qualche modo li dovrai contraccambiare e casomai te ne dimentichi ti sentirai tirare per il collare".







giovedì 28 novembre 2019

La fine dell' incubo

   E' finita come era destino che finisse. Essendo quasi riusciti a portare a termine la loro funesta missione di "sabotaggio conto terzi" della quale già dicevamo in agosto, i "ragazzi del futuro" si sono autodistrutti lasciando a propria memoria uno scritto inqualificabile nel quale accusano il Sindaco di Ovaro dimissionario di "tradimento e mancanza di riconoscenza".   In effetti gli unici ad uscire con dignità da questa brutta storia sono proprio il Sindaco Cattarinussi ed il suo Vice David Casanova che possono con un sospiro di sollievo ritornare alla vita di sempre fatta di persone e rapporti umani.

   Mario ha ricevuto la solidarietà di buona parte dei Sindaci della Carnia ed è finalmente dopo sei mesi rilassato e sorridente. David è tornato ad essere la persona allegra che abbiamo sempre conosciuto. Ci raccontano la loro brutta avventura come naufraghi che si sono messi in salvo dalla Strega del mare

   Mai in precedenza il nostro Comune era stato oggetto di ingerenze così pesanti, vere e proprie incursioni finalizzate al perseguimento di scopi estranei che non avevano nulla a che fare con l' attività amministrativa. Esterefatti assistevamo al compiersi del disastro. Mai vista roba simile. Ah già... I cosacchi.

   Anche i cittadini, che avevano capito che stava accadendo qualcosa di inquietante ed inedito, partecipavano numerosi alle sedute del Consiglio comunale e avendo visto con i propri occhi quello che vi accadeva è difficile adesso che si bevano la storiella in cui a destabilizzare i ragazzi di buona volontà siano stati "quotidiani, social e interpellanze delle opposizioni". 

   Quotidiani e social. Puoi credere! Con il premio di maggioranza fai quello che ti pare per cinque anni filati e lasci l'opposizione ad abbaiare.  Nel 2011 Tolmezzo ha visto una manfestazione con tremila partecipanti contro l'elettrodotto arrivare sotto le finestre del municipio. Il Sindaco Zearo non si è scomposto; ci faceva perfino le foto dal balcone del municipio e ridacchiava.

   Il problema è un altro: E' che quassù in montagna se ti illudi di poter andare avanti da solo non combini niente. Se ti immagini di poterti permettere in esclusiva un segretario comunale che costa da solo ottantamila euro l'anno sei fuori come un balcone. Se negli uffici non crei un'atmosfera di fiducia e collaborazione i dipendenti scappano via.
   Se poi non capisci che qualsiasi minoranza è disponibile a dare una mano a patto che tu proponga cose sensate è proprio meglio che non ti occupi di amministrazione.