giovedì 28 novembre 2019

La fine dell' incubo

   E' finita come era destino che finisse. Essendo quasi riusciti a portare a termine la loro funesta missione di "sabotaggio conto terzi" della quale già dicevamo in agosto, i "ragazzi del futuro" si sono autodistrutti lasciando a propria memoria uno scritto inqualificabile nel quale accusano il Sindaco di Ovaro dimissionario di "tradimento e mancanza di riconoscenza".   In effetti gli unici ad uscire con dignità da questa brutta storia sono proprio il Sindaco Cattarinussi ed il suo Vice David Casanova che possono con un sospiro di sollievo ritornare alla vita di sempre fatta di persone e rapporti umani.

   Mario ha ricevuto la solidarietà di buona parte dei Sindaci della Carnia ed è finalmente dopo sei mesi rilassato e sorridente. David è tornato ad essere la persona allegra che abbiamo sempre conosciuto. Ci raccontano la loro brutta avventura come naufraghi che si sono messi in salvo dalla Strega del mare

   Mai in precedenza il nostro Comune era stato oggetto di ingerenze così pesanti, vere e proprie incursioni finalizzate al perseguimento di scopi estranei che non avevano nulla a che fare con l' attività amministrativa. Esterefatti assistevamo al compiersi del disastro. Mai vista roba simile. Ah già... I cosacchi.

   Anche i cittadini, che avevano capito che stava accadendo qualcosa di inquietante ed inedito, partecipavano numerosi alle sedute del Consiglio comunale e avendo visto con i propri occhi quello che vi accadeva è difficile adesso che si bevano la storiella in cui a destabilizzare i ragazzi di buona volontà siano stati "quotidiani, social e interpellanze delle opposizioni". 

   Quotidiani e social. Puoi credere! Con il premio di maggioranza fai quello che ti pare per cinque anni filati e lasci l'opposizione ad abbaiare.  Nel 2011 Tolmezzo ha visto una manfestazione con tremila partecipanti contro l'elettrodotto arrivare sotto le finestre del municipio. Il Sindaco Zearo non si è scomposto; ci faceva perfino le foto dal balcone del municipio e ridacchiava.

   Il problema è un altro: E' che quassù in montagna se ti illudi di poter andare avanti da solo non combini niente. Se ti immagini di poterti permettere in esclusiva un segretario comunale che costa da solo ottantamila euro l'anno sei fuori come un balcone. Se negli uffici non crei un'atmosfera di fiducia e collaborazione i dipendenti scappano via.
   Se poi non capisci che qualsiasi minoranza è disponibile a dare una mano a patto che tu proponga cose sensate è proprio meglio che non ti occupi di amministrazione.
  

domenica 24 novembre 2019

...e Ovaro giocava alle carte e parlava di calcio nei bar



   Inutile che ce lo nascondiamo: Se il nostro Comune non sta morendo è quanto meno malato grave.
   Nessuno meglio dei dipendenti percepisce i sintomi dell' approssimarsi della fine; infatti senza tanto chiasso alcuni si sono guardati attorno, hanno fatto dei concorsi e adesso si preparano ad andare altrove.

   Il primo abbandono certo sarà quello del responsabile degli affari generali. Dietro a questa definizione tecnica che magari dice poco sta la persona che si occupa di redigere fisicamente tutte le delibere, seguire il funzionamento delle scuole comunali (edifici, mensa, riscaldamento), l'assistenza di anziani e bisognosi, la biblioteca, l'anagrafe e lo stato civile. Se vi sembra poco...

   Ma anche il responsabile del servizio manutenzioni si accinge a trasferirsi; infatti ha già partecipato al concorso per ricoprire la medesima mansione in Comune di Cavazzo Carnico. Significa che preferisce recarsi giornalmente a fondovalle piuttosto che seguitare a lavorare nel Comune dove risiede con la famiglia.

   Non è finita: Una collaboratrice appena arrivata (settore appalti e opere pubbliche) partecipa al concorso per la nomina presso il Comune di Forni Avoltri anche se per lei significa un percorso più lungo per recarsi al lavoro. Cosa sta succedendo? Che fine faremo?

   Pare che le uniche funzioni che continueranno a venire garantite saranno quelle da tempo demandate all' UTI. Si! Proprio quella UTI tanto avversata dall' "Amministrazione del futuro" (dalla quale non si devono accettare regali anche a costo di perdere contributi per centiaia di migliaia di euro) sarà alla fine l' unica che continuerà a fornire servizi con il proprio personale (tributi, polizia urbana, immondizie).

   Ma come... non dovevamo conquistare una rinnovata autonomia al grido di "Fasìn di besoi"? Non ci siamo ritirati da tutte le convenzioni che prevedevano la gestione condivisa di alcune funzioni con i Comuni di Prato Carnico e Comeglians?


Si lavora al ripristino della strada in località Avausa
   Ad Avausa ieri l'altro è venuta giù la strada. Sabato mattina alle sette stavano lavorando con le fotoelettriche per tracciarne una ex novo: Verrà aperta lunedì.
   Non ci ricorda un certo ponte rimasto chiuso un anno per un lavoro che alla fin fine richiedeva venti giorni?

   Intanto che qui tutto si spegne, a Tolmezzo si elegge il nuovo presidente del Bim (Bacino imbrifero montano) altra istituzione che distribuisce soldi alle Amministrazioni amiche. Chissà se qualcuno dei nostri si è fatto vedere in quei paraggi o se quando c'è la  prospettiva di ottenere qualcosa per il nostro Comune la parola d'ordine è tenersi alla larga? 


    

domenica 10 novembre 2019

Guai un maal

   Attoniti riceviamo, con preghiera di diffusione, la lettera inviata dall' amministrazione comunale ai "signori" Cedolini, Marin, Della Pietra, Frassinelli, Gardel, Marta, Morocutti e Meret.

   Leggendo la missiva pare che per chi l'ha inviata non conti molto che la Proloco di Ovaro stia vivendo un momento di crisi, che l'organizzazione del tradizionale mercato di San Martin abbia incontrato difficoltà preoccupanti e che nel complesso tutto si stia deteriorando in un brevisssimo spazio di tempo: Quello che conta è che essendosi dimessi prima della convocazione, i componenti il direttivo non erano più -a rigore- titolati a indire l'Assemblea avendo peraltro inviato la convoocazione a tutti i soci in regola con il pagamento della tessera.


   Funziona come quei poveracci che negli Stati Uniti vengono lasciati schiattare sul marciapiedi perchè non hanno l'assicurazione sanitaria: Crepano, ma è tutto regolare.


   Ora, se io sono l'amministratore subentrante in un contesto difficile (lungi da noi sostenere che i problemi della Proloco siano causa della lista risultata vincente alle scorse amministrative), mi preoccupo moltissimo di quello che sta capitando e mi precipito a raccogliere informazioni nel luogo dove ho l'occasione di incontrarmi con quante più persone possibile per ascoltare quali sono i problemi, per farmi raccontare prima da cosa ha avuto origine l'attuale congiuntura, sondando nel contempo se si manifestano disponibilità e proposte. Tutto questo ovviamente se la cosa mi sta a cuore. In caso contrario di condizioni ostative alla mia partecipazione ne posso tirare fuori a bizzeffe.


   Quello che questi signori si sono scordati è che viviamo in un paese piccolo come Rio Bò e la Proloco -se sta vivendo una fase critica- deve poter contare su un' amministrazione che ascolta. Potranno magari anche essere mosse delle critiche all' operato del direttivo, ma ricordiamoci che ogni ora del tempo che hanno dedicato all' associazione è un apporto gratuito: un regalo.


   Allora cosa significa "la Proloco é un soggetto di diritto privato"? Tutte le attività produttive locali sono soggetti di diritto privato. Forse che se entra in crisi una ditta e la gente resta a casa senza stipendio tu gli vai a raccontare che non sono problemi tuoi in quanto si tratta di un soggetto di diritto privato? Come commentato da un anziano all' ultimo Consiglio comunale aggrapparsi alle procedure é un escamotage piuttosto infantile per non dare mai una risposta. Non è sempre vero che la forma è sostanza.

   Tutti i notiziari in questi giorni ci presentano un Presidente del Consiglio che interviene al consiglio di fabbrica di Ilva senza cravatta, seduto sul bordo di un tavolo ad ascoltare, a interloquire anche vivacemente con maestranze esasperate, che alzano la voce e contestano.



   Per carità; cosa vuoi che siano le vicissitudini della nostra povera Proloco paragonate con Taranto, ma se ti sottrai a un problema così insignificante prova solo a pensare di dover gestire qualcosa di un po' più impegnativo: Ora ci si spiega il perché della mancata partecipazione a tutte le riunioni indette da UTI, Sub-ambito e quant'altro. 

   Ci auguriamo pertanto che il nostro paese si mantenga in salute assieme ai suoi abitanti senza fare troppo conto su questi "Ragazzi del futuro". In conclusion no sone laàz via encje i mongui?  


     

  

lunedì 4 novembre 2019

...Mangino le brioches


Siamo abbastanza perplessi 

   Di solito è la minoranza che non avendo altro mezzo, utilizza i manifestini per portare la popolazione a conoscenza di qualcosa. Un volantino diffuso a cura della maggioranza non l'avevamo mai visto, ma magari invece si rivela uno strumento efficace.

   Dopo mesi di mancate spiegazioni finalmente ecco la "verità documentale" sulla nota vicenda dei pasti agli anziani. Ne avessero riferito in Consiglio ci saremmo tutti risparmiati la fatica.

   Veniamo così a sapere che i beneficiari sono in numero di dieci più un undicesimo che ha fatto richiesta alla passata Amministrazione senza ricevere riscontro.

   Non essendo stati particolarmente impegnati in riunioni (visto che le hanno disertate tutte), i nuovi amministratori avrebbero potuto prendere contatto con i potenziali interessati al servizio e a seguito del riscontro avuto, decidere se proseguirlo oltre la data di scadenza contrattuale ovvero sopprimerlo. Questo fa un' amministrazione trasparente evidenziando il cambio di passo rispetto a chi li ha preceduti.

   Invece le legittime richieste di informazioni sono state invariabilmente accolte con stizza e non degnate di risposta cassandole come "carenti dei necessari presupposti di fatto e di diritto, infondate nel merito per la carenza documentale, l’assoluto difetto d’istruttoria, la genericità, la mancanza dei necessari pareri, nonchè l' incompetenza".

   Anche nell'ipotesi che alla fine il trasporto dei pasti fosse rimasto in capo al Comune, cosa vuoi che siano 5.000 euro per un' amministrazione che può permettersi di rinunciare a centinaia di migliaia di euro di contributi solo perché provengono da una fonte non gradita?

   Curioso poi che vengano rifiutati i contributi dell' Uti di Brollo (Pd) e invece accettati quelli stanziati dall' ex Vicepresidente della Giunta regionale Sergio Bolzonello (anche lui Pd) per interventi nel sito della Miniera di Cludinico.

   Idem per la vicenda del ponte di San Martino: Vengono richieste per mesi informazioni; il progettista Ing. Zigotti è di Enemonzo, cosa costava farlo intervenire una sera al Centro socio culturale per presentare il progetto. Invece nessuno deve sapere niente, tutto si svolge nel più profondo riserbo fino a che la rampa viene ricostruita più stretta di prima e si deve correre ai ripari invertendo le precedenze creando -ma è solo una nostra opinione- un ulteriore problema.


   Fortunatamente il volantino-verità qualche soluzione la fornisce in calce al testo spiegando agli anziani che se non hanno facilità a provvedere ai propri pasti, esistono le trattorie, le locande, i ristoranti e gli agriturismi. Grazie: a noi proprio non era venuto in mente. 
   Per completezza avrei aggiunto che nei panifici della valle si possono acquistare le brioches care a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, così la panoramica delle opzioni alimentari sarebbe stata completa.  

N.B. Il testo evidenziato in arancione rimanda ai documenti originali citati 

  

domenica 27 ottobre 2019

Risorgerà... più stretto

"Tornarin come prima, ancje mior se Diu voul" cantava Dario Zampa dopo il terremoto del 1976.

Dopo ogni calamità, di norma si cerca di ricostruire meglio rispetto a quanto preesisteva. Perché allora rifare la rampa d'accesso al ponte di San Martino più stretta di com'era in precedenza?

Sollecitati da alcuni cittadini che sostenevano che la carreggiata fosse stata modificata a seguito dei lavori, abbiamo reperito il rilievo eseguito prima della tempesta Vaia ed abbiamo eseguito i riscontri sul posto. Non c'è stato nemmeno bisogno di scavalcare le transenne in quanto pare che qualcuno le avesse rimosse il giorno prima, forse impaziente di riprendere a passare.

Effettivamente allontanandosi dal ponte la sezione utile della carreggiata si riduce sempre più: A 22 metri la larghezza di 5,80 è ridotta di 50 cm. a 35 metri dalle spallette i 7,30 originari sono ora 5,80 e a 45 metri la carreggiata è di soli 10 metri e 30 rispetto agli orginari 13.

Non è per tigna che rileviamo questa discrepanza: Il ponte è a senso unico alternato e la strada dalla quale vi si accede scendendo dalle frazioni è stretta e priva di banchina. L'unica area dove i veicoli possono sostare per dare la precedenza è la rampa che precede il ponte. Se la restringi crei un problema dunque per quale motivo non rifarla se non più larga almeno uguale a prima? Il costo di un terrapieno più largo è irrisorio rispetto allo stanziamento di centinaia di migliaia di euro da destinare al lavoro.

Le ipotesi non sono molte: O nessuno si è preso la briga di controllare come da noi sostenuto in precedenza, oppure il Comune non ha alcuna voce in capitolo sul ripristino di una viabilità di sua competenza e tutte quelle storielle sul' amministrazione coinvolta da subito nella conferenza dei servizi era solo propaganda, volatilizzata dopo le elezioni come il fumo delle braciole.


Per chi ha voglia di esercitarsi con la cordella metrica, questo è il rilievo della vecchia rampa.


giovedì 24 ottobre 2019

Irrinunciabile compostezza dell' essere

Abbi pazienza Bruno ma non condivido.

Il soggetto sulla maglietta era grazioso ma sederti con la schiena rivolta ai consiglieri in primis è stato un atto di scortesia verso le degnissime  persone che rappresentano la minoranza, secondariamente ti ha giovato un richiamo al quale hai poi dovuto adeguarti.

Ti racconto un aneddoto: In un campo di prigionia tedesco gli ufficiali inglesi dovevano nutrirsi di avanzi; spesso solamente di bucce di patate. Le loro condizioni erano miserevoli, ma ogni mattina uno di loro si sedeva davanti a una scheggia di specchio e si radeva a puntino. Non lo faceva per rispetto dei suoi carcerieri: Lo faceva per il rispetto che doveva a se stesso.

Così ti prego: La prossima volta lascia a loro il compito esclusivo di avvilire la loro funzione. Guardali mentre perdono l'ultimo briciolo di dignità leggendo i loro foglietti. Osservali quando alzano la mano per votare provvedimenti che non perseguono l'interesse dei cittadini. A un certo punto della seduta un anziano, che credeva di essere venuto ad assistere a un consiglio comunale è uscito dalla sala disgustato "I bambini dell'asilo" ha commentato mentre se ne andava.

Ieri ho ricevuto la convocazione dal direttivo della Proloco: Si sono dimessi tutti non ritenendo di poter più dare un contributo in questo clima avvelenato. Poco fa ho dato un'occhiata al percorso del prossimo Giro d'Italia: Ovaro non viene nemmeno sfiorato. Magari se qualcuno se ne fosse interessato...
Hanno deliberato di rinunciare al lascito della vecchia fornace di Cella, ai 250.000 euro di contributo per il Museo. 
Hanno rinuciato a tutti i contributi stanziati dall' Uti a favore del Comune di Ovaro. Perché? Non lo spiegano. Non lo sanno nemmeno loro.

Ma c'è di peggio del rinunciare ai contributi: Queste persone hanno rinunciato all' affetto.
Hanno barattato per un piatto di lenticchie il piacere di arrivare in posto ed essere accolte con calore. Hanno perso la possibilità di sentirsi di famiglia in ciascuna delle nostre case.

Oh quanto piccoli e che freddi sono i nostri paesi quando li guardi stando in strada e gli scuri sono accostati e las puartas scieradas cul clòstri! Ecco: Questa gente adesso resta in strada. Cosa vuoi che conti di fronte a questo se tu gli mostri la schiena?

Pare che i lavori giù in San Martin siano grosso modo terminati ma attraverso il ponte ancora non si passa. Vedrai: Resterà chiuso fino a quando non salirà a Ovaro qualcuno di importante. Occasione per farsi vedere. Per pavoneggiarsi come se si trattasse di soldi messi di tasca sua.

Non so se faremo qualcosa o se semplicemente ignoreremo l'inaugurazione. Figurati: Un  anno per fare un lavoro di tre settimane! 
Trotsky sosteneva che c'è un luogo ben preciso per certe persone: La pattumiera della storia. 
Nel nostro caso la piccola, trascurabile storia di un Comune di montagna, che però è la nostra casa.    

    

lunedì 21 ottobre 2019

Non è -purtroppo- il sogno di una notte d'estate



Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.

                                (W. Shakespeare)

No, non ci viene affatto da ridere al pensiero che l'amministrazione comunale abbia indetto il prossimo Consiglio alle 9:30 del mattino di mercoledì 23 ottobre quando i cittadini per lo più lavorano. Proviamo imbarazzo e pena per loro perché quando ci si riduce a ricorrere a simili mezzucci, si sa da soli che penoso spettacolo ci si appresta a dare di se.

Ci limitiamo pertanto ad invitare chi può a presenziare, a dimostrazione dell' interesse che la popolazione ha per la cosa pubblica e a dispetto di chi la vorrebbe privare di un diritto 


Fint ca iu nominant "Cavalieri del lavoro" si... però dai biaaz
                                                                                                         (Giorgio Ferigo)