"Tornarin come prima, ancje mior se Diu voul" cantava Dario Zampa dopo il terremoto del 1976.
Dopo ogni calamità, di norma si cerca di ricostruire meglio rispetto a quanto preesisteva. Perché allora rifare la rampa d'accesso al ponte di San Martino più stretta di com'era in precedenza?
Sollecitati da alcuni cittadini che sostenevano che la carreggiata fosse stata modificata a seguito dei lavori, abbiamo reperito il rilievo eseguito prima della tempesta Vaia ed abbiamo eseguito i riscontri sul posto. Non c'è stato nemmeno bisogno di scavalcare le transenne in quanto pare che qualcuno le avesse rimosse il giorno prima, forse impaziente di riprendere a passare.
Effettivamente allontanandosi dal ponte la sezione utile della carreggiata si riduce sempre più: A 22 metri la larghezza di 5,80 è ridotta di 50 cm. a 35 metri dalle spallette i 7,30 originari sono ora 5,80 e a 45 metri la carreggiata è di soli 10 metri e 30 rispetto agli orginari 13.
Non è per tigna che rileviamo questa discrepanza: Il ponte è a senso unico alternato e la strada dalla quale vi si accede scendendo dalle frazioni è stretta e priva di banchina. L'unica area dove i veicoli possono sostare per dare la precedenza è la rampa che precede il ponte. Se la restringi crei un problema dunque per quale motivo non rifarla se non più larga almeno uguale a prima? Il costo di un terrapieno più largo è irrisorio rispetto allo stanziamento di centinaia di migliaia di euro da destinare al lavoro.
Le ipotesi non sono molte: O nessuno si è preso la briga di controllare come da noi sostenuto in precedenza, oppure il Comune non ha alcuna voce in capitolo sul ripristino di una viabilità di sua competenza e tutte quelle storielle sul' amministrazione coinvolta da subito nella conferenza dei servizi era solo propaganda, volatilizzata dopo le elezioni come il fumo delle braciole.
Per chi ha voglia di esercitarsi con la cordella metrica, questo è il rilievo della vecchia rampa.
domenica 27 ottobre 2019
giovedì 24 ottobre 2019
Irrinunciabile compostezza dell' essere
Abbi pazienza Bruno ma non condivido.
Il soggetto sulla maglietta era grazioso ma sederti con la schiena rivolta ai consiglieri in primis è stato un atto di scortesia verso le degnissime persone che rappresentano la minoranza, secondariamente ti ha giovato un richiamo al quale hai poi dovuto adeguarti.
Ti racconto un aneddoto: In un campo di prigionia tedesco gli ufficiali inglesi dovevano nutrirsi di avanzi; spesso solamente di bucce di patate. Le loro condizioni erano miserevoli, ma ogni mattina uno di loro si sedeva davanti a una scheggia di specchio e si radeva a puntino. Non lo faceva per rispetto dei suoi carcerieri: Lo faceva per il rispetto che doveva a se stesso.
Così ti prego: La prossima volta lascia a loro il compito esclusivo di avvilire la loro funzione. Guardali mentre perdono l'ultimo briciolo di dignità leggendo i loro foglietti. Osservali quando alzano la mano per votare provvedimenti che non perseguono l'interesse dei cittadini. A un certo punto della seduta un anziano, che credeva di essere venuto ad assistere a un consiglio comunale è uscito dalla sala disgustato "I bambini dell'asilo" ha commentato mentre se ne andava.
Ieri ho ricevuto la convocazione dal direttivo della Proloco: Si sono dimessi tutti non ritenendo di poter più dare un contributo in questo clima avvelenato. Poco fa ho dato un'occhiata al percorso del prossimo Giro d'Italia: Ovaro non viene nemmeno sfiorato. Magari se qualcuno se ne fosse interessato...
Hanno deliberato di rinunciare al lascito della vecchia fornace di Cella, ai 250.000 euro di contributo per il Museo.
Hanno rinuciato a tutti i contributi stanziati dall' Uti a favore del Comune di Ovaro. Perché? Non lo spiegano. Non lo sanno nemmeno loro.
Ma c'è di peggio del rinunciare ai contributi: Queste persone hanno rinunciato all' affetto.
Hanno barattato per un piatto di lenticchie il piacere di arrivare in posto ed essere accolte con calore. Hanno perso la possibilità di sentirsi di famiglia in ciascuna delle nostre case.
Oh quanto piccoli e che freddi sono i nostri paesi quando li guardi stando in strada e gli scuri sono accostati e las puartas scieradas cul clòstri! Ecco: Questa gente adesso resta in strada. Cosa vuoi che conti di fronte a questo se tu gli mostri la schiena?
Pare che i lavori giù in San Martin siano grosso modo terminati ma attraverso il ponte ancora non si passa. Vedrai: Resterà chiuso fino a quando non salirà a Ovaro qualcuno di importante. Occasione per farsi vedere. Per pavoneggiarsi come se si trattasse di soldi messi di tasca sua.
Non so se faremo qualcosa o se semplicemente ignoreremo l'inaugurazione. Figurati: Un anno per fare un lavoro di tre settimane!
Trotsky sosteneva che c'è un luogo ben preciso per certe persone: La pattumiera della storia.
Nel nostro caso la piccola, trascurabile storia di un Comune di montagna, che però è la nostra casa.
Il soggetto sulla maglietta era grazioso ma sederti con la schiena rivolta ai consiglieri in primis è stato un atto di scortesia verso le degnissime persone che rappresentano la minoranza, secondariamente ti ha giovato un richiamo al quale hai poi dovuto adeguarti.
Ti racconto un aneddoto: In un campo di prigionia tedesco gli ufficiali inglesi dovevano nutrirsi di avanzi; spesso solamente di bucce di patate. Le loro condizioni erano miserevoli, ma ogni mattina uno di loro si sedeva davanti a una scheggia di specchio e si radeva a puntino. Non lo faceva per rispetto dei suoi carcerieri: Lo faceva per il rispetto che doveva a se stesso.
Così ti prego: La prossima volta lascia a loro il compito esclusivo di avvilire la loro funzione. Guardali mentre perdono l'ultimo briciolo di dignità leggendo i loro foglietti. Osservali quando alzano la mano per votare provvedimenti che non perseguono l'interesse dei cittadini. A un certo punto della seduta un anziano, che credeva di essere venuto ad assistere a un consiglio comunale è uscito dalla sala disgustato "I bambini dell'asilo" ha commentato mentre se ne andava.
Ieri ho ricevuto la convocazione dal direttivo della Proloco: Si sono dimessi tutti non ritenendo di poter più dare un contributo in questo clima avvelenato. Poco fa ho dato un'occhiata al percorso del prossimo Giro d'Italia: Ovaro non viene nemmeno sfiorato. Magari se qualcuno se ne fosse interessato...
Hanno deliberato di rinunciare al lascito della vecchia fornace di Cella, ai 250.000 euro di contributo per il Museo.
Hanno rinuciato a tutti i contributi stanziati dall' Uti a favore del Comune di Ovaro. Perché? Non lo spiegano. Non lo sanno nemmeno loro.
Ma c'è di peggio del rinunciare ai contributi: Queste persone hanno rinunciato all' affetto.
Hanno barattato per un piatto di lenticchie il piacere di arrivare in posto ed essere accolte con calore. Hanno perso la possibilità di sentirsi di famiglia in ciascuna delle nostre case.
Oh quanto piccoli e che freddi sono i nostri paesi quando li guardi stando in strada e gli scuri sono accostati e las puartas scieradas cul clòstri! Ecco: Questa gente adesso resta in strada. Cosa vuoi che conti di fronte a questo se tu gli mostri la schiena?
Pare che i lavori giù in San Martin siano grosso modo terminati ma attraverso il ponte ancora non si passa. Vedrai: Resterà chiuso fino a quando non salirà a Ovaro qualcuno di importante. Occasione per farsi vedere. Per pavoneggiarsi come se si trattasse di soldi messi di tasca sua.
Non so se faremo qualcosa o se semplicemente ignoreremo l'inaugurazione. Figurati: Un anno per fare un lavoro di tre settimane!
Trotsky sosteneva che c'è un luogo ben preciso per certe persone: La pattumiera della storia.
Nel nostro caso la piccola, trascurabile storia di un Comune di montagna, che però è la nostra casa.
lunedì 21 ottobre 2019
Non è -purtroppo- il sogno di una notte d'estate
Se
noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
(W. Shakespeare)
Ci limitiamo pertanto ad invitare chi può a presenziare, a dimostrazione dell' interesse che la popolazione ha per la cosa pubblica e a dispetto di chi la vorrebbe privare di un diritto
Fint ca iu nominant "Cavalieri del lavoro" si... però dai biaaz
(Giorgio Ferigo)
domenica 13 ottobre 2019
Dialogo immaginario tra un cittadino e un non so
Si
continua a non capirci niente. Immobili come in quella trasmissione
demenziale degli anni '70 nella quale una voce fori campo ordinava
“Recatevi sul ghiacciaio e state fermi! State fermi sul
ghiacciaio!”.
I: Signor
Non so, per quale motivo continuate a disertare le assemblee dell'
Unione Territoriale della quale pure fate parte?
R: “Ci
hanno dato questa indicazione assicurandoci che i Comuni di montagna presto diventeranno un Eldorado di buone occasioni e di avventure come in Blade runner. Dicono che verremo anche digitalizzati (A proposito; sarà mica una di quelle ispezioni così fastidiose che il dottore fa con il guanto?)”.
I: Ci risulta che l'UTI abbia impegnato importanti risorse a beneficio del Comune di Ovaro:
240.000 euro per il Museo dàs planelas di Cella altri 90.000 per il
Museo della miniera di Cludinico oltre ai 400.000 euro per il
completamento della pista ciclabile. Se seguitate a disertare le assemblee
questi fondi verranno prevedibilmente stornati. Perché perdete
contributi già assegnati?
R: “Noi
perdiamo contributi a testa alta. La cosa importante è dare un
dispiacere a Brollo. Poi con il museo das planelas riusciamo anche a
fare un dispetto a quelli che hanno messo sù le liste a noi avverse nelle
scorse amministrative”.
I: Non
crede che più che un dispiacere al Presidente dell' UTI voi stiate
danneggiando i cittadini con il vostro immobilismo?
R: “Si tratta di danni collaterali. Quello che importa sono i principi. I
nostri sono di altissimo profilo ma al momento non intendo entrare
nei dettagli anche perché sono sprovvisto del foglietto”.
I: Ma...
Questo problema del Segretario comunale che sta bloccando anche il Comune di Prato Carnico che non aspetta altro di potersi staccare da
voi per non aver più niente a che fare con un' Amministrazione che
tiene tutto fermo?
R: “Eh
ha voglia a parlare Lei. Se troviamo un Segretario poi non abbiamo
più scuse e dobbiamo convocare il Consiglio comunale come richiestoci dalla minoranza. I Consigli sono la cosa che ci riesce meno bene. Tutti
quei cittadini. Non veniva mai nessuno a Consiglio e adesso: Sala
piena ogni volta e vedesse che facce; secondo me partecipano solo quelli che non ci hanno votato. Una mezza idea però ce l'abbiamo: Potremmo convocare il Consiglio al mattino di un giorno feriale quando i cittadini lavorano, oppure a notte fonda. Non Le sembra geniale?"
I: Lasciamo perdere. Invece, abbiamo saputo che un privato ha manifestato l'intenzione di donare al Comune
uno stabile di interesse storico. Quello appunto che dovrebbe
diventare sede del Museo dàs planelas. Perché non vi siete attivati?
R: “Lei si fiderebbe di uno che dà via la roba a gratis? Prudentemente no si
impacìn”.
I: Programmi
per il futuro?
R: “Come
ben sa, i lavori del ponte di San Martino sono a buon punto. Alla
fine si trattava di rifare un terrapieno con una ventina di giorni di
lavoro; roba che poteva essere resa agibile dieci mesi fa. Ma si
immagina inaugurarlo il giorno del mercato l'11 novembre, con tutte
quelle mani da stringere? Peccato che il mercato non sia un po' più
in là: il 6 di gennaio ad esempio si sarebbero potuti far arrivare anche i Re
Magi e chissà? Magari anche Bono Vox per i più giovani”.
![]() |
| L'intervento di rifacimento della spalla con "terra armata" - Tempo di esecuzione 16 giorni |
domenica 22 settembre 2019
Di ghiaie, ponti ed osterie
Mi rendo conto che per i nostri amministratori le occasioni di passare per San Martino si siano rarefatte, visto che Eleonora ha dovuto chiudere l'osteria di Cella e il posto più vicino dove fermarsi a bere qualcosa è l'hotel Aplis, e dal lato opposto il "Cral" di Muina.
Mi sento quindi in dovere di raccontare loro cosa succede a fondovalle.
Ci eravamo lasciati con il vicepresidente Riccardi che a gennaio aveva promesso l'avvio della progettazione entro marzo con riapertura del ponte a fine estate per un impegno di 750.000 euro che io mi chiedevo dove andassero a finire visto che il ripristino era stato stimato da addetti ai lavori in circa due settimane.
Il suo collega Roberti ha invece recentemente dichiarato che la fine lavori si prevede entro gennaio... Avete presente gennaio in Carnia? Quando mai un lavoro è finito a gennaio? Quindi diciamo per Pasqua. Nel frattempo, come nella poesia di Ungaretti:
"Si sta come d'autunno a Ovaro senza ponte"
Ma l'impresa allora in questi due mesi cos'ha lavorato a fare?
L'impresa anzichè riempire il terrapieno franato ha finito di spianarlo ricavando un enorme varco attraverso il quale ha tracciato una strada. Una strada? Si: Una larga strada bianca attraverso la quale corrono i camion carichi di ghiaia. Prendono la ghiaia a monte del ponte e la costipano a valle, oltre l'abitato di Cella.
Evidentemente il businisse come lo chiamava il Padrino sono i camion che corrono con la ghiaia, mica il lavoretto del terrapieno che finisce subito.
Da quello che so io se vuoi risagomare un alveo, avanzando con il terrapieno lo proteggi, realizzando le scarpate con grossi massi che ne impediscono l'erosione. Se fai un chilometro di terrapieno con materiale sciolto e poi puntuale arriva la montana dai Sants il livello dell' acqua si alza e si porta via la ghiaia che se ne va giù fino al primo sbarramento riempiendo l'invaso.
Certo in questo modo qualcuno dovrà pagare altri camion che nuovamente correranno su e giù a portare ghiaia fino alla destinazione successiva. Qualcuno avrà del nuovo lavoro da fare ma... Questo ha qualcosa a che fare con i cittadini di Ovaro? E' previsto un indennizzo per chi da un anno ha tragitti di tredici chilometri e che prima -attraverso il ponte di San Martin- ne faceva tre?
Qualcuno sta controllando questo lavoro o visto che "Tanto lo fa la Protezione civile" nessuno si premura di andare giù ogni tanto a sorvegliare?
A memoria si tratta di una viabilità comunale dunque di una proprietà nostra. Qualcuno se ne fa carico con "la cura e diligenza del buon padre di famiglia"?
La strada che conduce al ponte è invasa dalle erbacce come se non dovesse venire più riaperta. Si conta di ripulirla il giorno prima dell' inaugurazione? Ecco: Queste sono cose che un cittadino non dovrebbe segnalare perché scontatamente a conoscenza dell' Amministrazione e invece pare di essere in un posto dove non c'è nessuno a dirigere (ah guardi: io sono qui per caso) salvo farsi vedere ogni tanto assieme a qualche "potente" che arriva in visita con la sicumera del principe ereditario in visita a Mione dichiarando che e necessario "Accelerare la digitalizzazione". La digitalizzazione di un Comune che non ha nemmeno un cazzo di ponte per passare dall' altra parte!
A vegnarès da tiraà jù quatri porcos ma il Signor di chest nol'à nissuna colpa.
![]() |
| Agosto 1926 - Visita del Principe Umberto di Savoia a Mione |
domenica 11 agosto 2019
Amministrazione conto terzi?
Considerato che non ci si candida dietro prescrizione del medico ma per scelta e con la consapevolezza di poter offrire qualcosa di buono alla propria comunità, ci interroghiamo sui motivi che possano aver indotto delle persone a imbarcarsi in un'avventura dalla quale in ogni occasione danno l'impressione di voler fuggire.
Nuovamente assenti alle assemblee dell' Unione territoriale, assenti agli incontri di sub-ambito (con gli amministratori della Val Degano), i consiglieri della lista "futurOvaro" si sono presentati ad una riunione dell' Azienda sanitaria leggendo un biglietto sul quale c'era scritto che siccome non hanno esperienza in materia di sanità ed assistenza per ora non dicono niente. Faranno sapere più in là.
Ma come? Se non hai esperienza non diserti tutti gli incontri: CI VAI a quegli incontri! PARLI con tutte le persone possibile; FAI DOMANDE. Ti studi i documenti e magari dopo qualche mese hai delle proposte da presentare visto che rappresenti il Comune più popoloso ed esteso della valle.
Non sappiamo se questi signori abbiano mai sentito nominare l' associazione Pro Carnia costituita nel 1927 con il fine di sostenere le istanze della nostra zona montana da cui è poi discesa nel dopoguerra la Comunità Carnica, in seguito Comunità montana della Carnia.
Si trattava di uno strumento di crescita e autogoverno nel quale tutti i Comuni avevano paritaria rappresentanza e dignità. I suoi fondatori e padri nobili sono state personalità della levatura di Michele Gortani ed Enzo Moro. Possibile che loro abbiano sbagliato tutto e che i “riformisti” siano quelli che non spiccicano parola e latitano alle assemblee?
Dei 24 comuni convocati in assemblea l’8 luglio scorso, solo tre non si sono presentati: Ovaro, Paularo e Arta Terme. Dunque la stragrande maggioranza degli amministratori carnici -pur di segno politico assortito- ha riconfermato Francesco Brollo alla guida dell' Unione Territoriale riconoscendo implicitamente l' importanza di questo Ente anche perché l'alternativa era far finire l'autonomia carnica allo stesso modo dell' acqua carnica: inghiottita ed indistinta dal mucchio o commissariata da qualche valvassore di nomina regionale.
Non si capisce quindi quali siano le prospettive di questi amministratori: Darsi tanto da fare per farsi eleggere e poi non amministrare? Salvo che la finalità che intendono perseguire non sia invece quella di sfasciare "conto terzi" analogamente a quei camion austriaci che stanno viaggiando su e giù per le nostre strade di montagna -alcune asfaltate di fresco- con motrici e rimorchi stracarichi.
Immagine gentilmente fornita da un lettore
A proposito: Passi che il legname lo paghino una miseria alla luce di tutto quello che è caduto, ma che ci disfino le strade perché tanto non è casa loro a noi non sta bene e vorremmo avere un' Amministrazione che ogni tanto da un' occhiata a quello che succede, visto che su per Arvenis i vigili che vengono da Tolmezzo non ci vanno di sicuro. Non credo sia chiedere troppo.
giovedì 1 agosto 2019
Ovaro non pervenuto
Nulla
da segnalare nella seduta di ieri sera in Consiglio comunale. Nulla
in quanto l'Amministrazione non ha ritenuto di prendere in
considerazione l'interpellanza e la mozione, pur presentate dalle
opposizioni in tempo utile e nei modi rituali. Peccato
perchè il pubblico aveva occupato tutti i posti a sedere disponbili
compresi i coperchi dei due cassoni contenenti gli scheletri della
necropoli di Liariis che -interpellati- magari si sarebbero
dimostrati più propensi al dialogo dei rappresentanti della
maggioranza.
Nello
specifico, l'assessore alla sanità ed assistenza è rimasta muta sui
motivi che hanno indotto la giunta a sospendere il servizio di
somministrazione dei pasti agli anziani a partire dal primo settembre
prossimo; servizio che val la pena ricordare risultava coperto al 94%
dagli utenti, dunque si pagava da solo. Non ci pare tra l'altro ci
fosse accenno di questa scelta sul programma della lista futurovaro
anche se questa idea già doveva esserci visto che sono passati solo
due mesi dalle elezioni. Ma forse i cittadini non avrebbero gradito.
Non vorrei che "le iniziative a favore delle persone anziane"
riguardassero il fine vita.
![]() |
| Scan dal volantino della lista futurovaro |
Ugualmente non sono state date spiegazioni sul perché l' Amministrazione di Ovaro abbia finora sisertato ogni riunione, vuoi della Proloco, vuoi dell' Unione territoriale (UTI) alla quale pur ci risulta vengano versate somme sul cui impiego il Comune avrebbe il diritto-dovere di esercitare un' azione di controllo. Poi detto tra noi, in UTI c'è qualche milione di euro disponibile per progetti che se non ti fai avanti verranno semplicemente destinati agli altri Comuni. Silenzio anche sui motivi per cui la miniera di Cludinico quest'anno è rimasta chiusa in piena stagione estiva.
Pare -anzi è certo- che l'Amministrazione rinunci ad avere un tecnico comunale di livello direttivo. Decisone bizzarra visto che nel frattempo il Comune si è ritirato da ogni convenzione per la gestione associata di alcuni servizi. Ci chiediamo chi -tra breve- rilascerà le autorizzazioni ed i certificati visto che al posto del tecnico si è deciso di assumere... Un cuoco! Un cuoco? Si, perchè il servizio mensa che da tempo era dato in appalto ritornerà alla gestione diretta (v.delibera). Per riattivare la mensa servono appunto un cuoco ed un aiuto cuoco. Ma all' interno dell' organico del Comune l'unica figura idonea a fungere da aiuto cuoco al momento è però stata destinata al servizio pulizie ed all' accompagnamento scuolabus, pertanto in futuro queste mansioni dovranno venire affidate a personale esterno non si sa bene con quali costi.
Ci si interroga sui motivi di queste scelte: L'ufficio tecnico gestito tra più Comuni (Ovaro, Comeglians, Forni Avoltri) bene o male funzionava e forse sarebbe stato preferibile estendere la convenzione al Comune di Prato Carnico per il semplice motivo che molti impiegati a fine d'anno andranno in quiescenza (anzianità o quota 100) e si verificheranno comunque dei disservizi. Invece pare che l'elemento cardine della gioiosa macchina amministrativa sia il cuoco (come il maggiordomo nei libri gialli!). Forse la richiesta di un parere agli uffici prima di procedere a questi sconvolgimenti avrebbe aiutato. Ci spiacerebbe che all' origine di queste scelte di cui non afferriamo la reale praticità ci fosse la maggiore o minore gradevolezza derivante per qualcuno dal dedicarsi alle attività culinarie piuttosto che alle pulizie o all' accomnpagamento alunni.
Verso fine seduta alcuni momenti di tensione: Al rifiuto da parte del Sindaco di dare spiegazioni vi sono state proteste anche vivaci e scrosci di applausi che suonavano un po' come "Bravi! Continuate così!".
Un cittadino in particolare sarebbe anche stato allontanato, se malauguratamente dopo che il vigile è diventato Sindaco non fosse venuta a mancare una figura atta allo scopo ne si sono fatti avanti dei volontari. Curiosa la maglietta che indossava perché non si trova nei negozi. Non ho capito bene il suo significato, ma dopo l'uscita del pubblico e della minoranza dalla sala consiliare, l'Amministrazione si è trattenuta dentro l'aula "sorda e grigia" a confabulare non si è visto bene con chi.
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